Piccoli sofismi di un'Italia che fa paura
L'altro ieri ho commentato una puntata de "Il fatto del giorno", rubrica della Gazzetta, dal titolo Una Lewinski tra noi?, sul blog tenuto dall'autore Giorgio Dell'Arti, il quale ha pubblicato il mio commento bollandolo come "violenta contestazione al sottoscritto". Potete leggerlo sul blog stesso. Al che ho scritto questa risposta, che ho inviato stralciando la parte in rosso:
Caro Giorgio Dell’Arti,
la mia certo è una contestazione, ma di sicuro non è violenta né è contro la sua persona. E’ una critica, forte e accalorata, ma motivata mi pare, a quello che lei a scritto su “Il fatto del giorno” del 4 luglio 2008, e ad altre sue idee esposte in precedenza. Dov’è la violenza? Dov’è l’attacco alla sua persona? Casomai c’è un attacco alle sue idee, ma supportato da ragioni ben esplicitate: si chiama dialettica. Bollare ciò come “violenta contestazione al sottoscritto” (quando ciò non è vero) senza rispondere nel merito della contestazione è reazionario, è un metodo furbetto per screditare ciò che dico prima ancora che venga letto. E’ un esempio di quella prassi così tipica nella nostra penosa classe dirigente, incapace di rispondere nel merito alle critiche perché impossibilitata a difendere comportamenti indifendibili, e che quindi fa ricorso a frasi come “intollerabile attacco alla persona”, “vergognoso e irresponsabile comportamento”, “si abbassino i toni” e via dicendo. Bondi, ad esempio, deve avere un vademecum di questo tipo di frasi.
Con questo non voglio dire che doveva rispondermi nel merito, immagino bene avrà di meglio da fare, e la ringrazio comunque per aver pubblicato il mio commento, ma mi spiace non poter accettare che lo stesso venga bollato come un violento attacco alla sua persona.
Con stima (che rischia di affievolirsi),
Marco Matteazzi
Monticello Conte Otto (VI)
Neache a farlo apposta, oggi il sito del Corriere della Sera ci dà una sfilza di esempi di applicazione del suddetto metodo furbetto:
TITOLONE: "Insulti e attacchi in piazza. Grillo:
[...]
Pesantissimo l'intervento di Sabina Guzzanti, che ha preso di mira - oltre che Berlusconi - il ministro Carfagna e persino il Papa. «Tra 20 anni Ratzinger sarà morto e sarà all'inferno, tormentato da diavoloni». E sulla Carfagna: «Io non sono moralista, non mi interessa la vita sessuale di Berlusconi, ma non può diventare ministro delle Pari opportunità una persona che ha fatto prestazioni sessuali al presidente del consiglio», ha detto citando una intercettazione a sfondo sessuale «di cui in Italia non si ha traccia ma che è comparsa sul giornale argentino El Clarin».
Qua il video di Grillo. Grandi attacchi, grandi insulti, come ben potete vedere. D'altra parte tutti media già si erano scagliati contro Grillo, qualche mese fa, perché aveva pesantemente insultato Napolitano: "Morfeo", era l'epiteto in questione. Cazzo!
Non son riuscito bene ad individuare a quale categoria di fallacie argomentative appartenga questo odioso giochetto. Si esagerano in ottica negativa alcuni passaggi del discorso dell'oratore, accusandolo di volgarità e sottointendendo una sua cattiveria di fondo, facendo così in modo che delle sue tesi non si parli proprio. E' un argomento distrattivo, sposta l'attenzione. Infatti mai che sui media nazionali si parli dei TEMI trattati da Grillo, Travaglio, Guzzanti, Luttazzi. Si sposta l'obiettivo dal problema denunciato a chi lo denuncia. E' un metodo semplicemente ODIOSO e degno del REGIME MEDIATICO in cui ci troviamo a vivere. Che viene poi ulteriormente potenziato in efficacia dal cosiddetto argumentum ad nauseam: più volte si ripete una stessa cosa, più la gente tenderà a darla per vera. Ed è proprio così che le casalinghe e le nonne (senza mancare di rispetto, si intenda) finiscono poi col dire "quel Grillo, non fa altro che offendere". E il problema sollevato da Grillo è felicemente eliminato.



10 Comments:
molte volte ultimamente faccio fatica a capire la differenza tra insulto e satira. il problema è la piazza, vale per la destra come per la sinistra, c'è chi ha il mito di berlusconi "uomo fatto da solo" e chi per trovare un senso alla sua vita va in piazza e sentire chi sproliloquia contro "l'uomo fatto da solo". non si fa politica così e non si fa nemmeno satira così, questo antagonismo sfrenato e fatto per fare soldi sia da una parte che dall'altra mi disgusta, e ciò che provo è solo disprezzo per persone che perdono tempo e sogni. ma d'altra parte è la storia che insegna che la massa si divide in due parti fra loro avverse. però una cosa che mi da fastidio è considerare sempre che il problema nasce dalle casalinghe, non crediamo in modo ultrasemplicistico che gli intellettuali, impiegati, ingegneri, economisti, siano più intelligenti o obiettivi, anzi la storia ci insegna il contrario.. la televisone la guardano tutti. son d'accordo con quello che hai scritto a.. non mi ricordo il nome.. e avrei lasciato la parte scritta in rosso :) ti piacciono le faccine?
Caro Negro, sottoscrivo il tuo post con stima e appoggio la tua iniziativa con solidarietà.
Tra l'altro è tutta la mattina che, non avendo molto da fare al lavoro, cerco anch'io tra i vari portali dei principali quotidiani italiani qualche frase che entri almeno un pochino nel merito delle sacrosante questioni sollevate ieri da tutti gli oratori di piazza Navona.
Non un accenno.
Altro che piccoli sofismi, questa è mistificazione che sa tanto di censura bella e buona, come si confà ad un regime. Un regime dettato non tanto da un sistema politico-mediatico-economico berlusconiano che deve continuamente alimentare il suo potere iniquo ed anti-costituzionale, quanto un'alleanza politico-mediatica-economica trasversale, di un sistema che deve giustificare la sua stessa esistenza (vedi quotidiani di "centrosinistra"...al servizio dell'inutile e complice PD).
Il re è nudo, è sotto gli occhi di tutti. Ma guai a dirlo: l'atto di denuncia è proprio degli insani di mente, che vanno delegittimati ed allontanati in tutta fretta...
RISPOSTA A MASSI:
si mi piacciono :)
e hai perfettamente ragione a dire che il problema non riguarda solo le casalinghe. E' solo un'esemplificazione per indicare chi non ha gli strumenti per difendersi da strategie di questo tipo. Non è questione di intelligenza, è questione di strumenti critici che si acquisiscono o no.
Però mi sembra che anche tu un po' ti accodi alla sfilza di quelli che sbolognano le critiche che giungono dalla piazza tacciandole come "antiberlusconismo". Per carità, ci sarà anche chi attacca Berlusconi perché gli sta in culo, e senza capacità di supportare con argomenti, ma qua siamo di fronte a comportamenti del Premier che DEVONO essere attaccati. Non è per antiberlusconismo, ma perché le leggi che cerca di far passare sono la morte della giustizia italiana.
Per quanto riguarda la satira, purtroppo non ho con me "Letteratura latina" di Gian Biagio Conte, lì è detto tutto. La satira è per definizione attacco, anche personale, al potere. Aggressività polemica. L'immaginare situazioni grottesche coinvolgenti personaggi potenti, spesso puniti per contrappasso, è una tecnica caratteristica della satira. Immaginare il papa all'inferno è satira non è insulto, così come non lo era immaginare Ferrara nella vasca da bagno con la Santanché che gli piscia sopra. Eppure x giornali, tv e web questi sono insulti, quando tecnicamente assolutamente non lo sono. Eppure ci sono centinaia di migliaia di persone (vorrei dire imbecilli ma mi trattengo: a volte non è nemmeno colpa loro) che davvero poi li considerano insulti. La satira fa uso della volgarità, ma niente è gratuito: serve a scuotere dal torpore dei luoghi comuni, ribaltare il placido punto di vista maggioritario, col fine ultimo di esprimere opinioni morali.
RISPOSTA A MIUSEZ:
intanto grazie della solidarietà :)
Hai straragione a dire che il problema non è il blocco di poteri politici-mediatici-economici di parte berlusconiana ma il blocco trasversale a tutti gli schieramenti da AN a Rifondazione.
E hai ragione anche a dire che i sofismi in fondo tanto piccoli non sono. Sono metodi talmente utilizzati (ad nauseam!), e comunemente accettati, da fare dell'Italia un paese non libero, ossia un regime. Un paese senza libertà di informazione di fatto. La cosa subdola è che siamo liberi di dirlo, tanto nessuno ci prende sul serio. I giornali e la tv, infatti, dicono ben altro.
è quello che i prestigiatori chiamano arte della "misdirection", in italiano non c'è un termine corrispondente. Si potrebbe tradurre come "l'arte di convogliare l'attenzione e di distoglierla dal punto dove sta avvenendo il trucco". Tutti come Copperfield!
Una "misdirection" che parte dal gioco semantico (sofismo, questo sì) di cambiare il significato dei fatti sostituendo le parole normalmente utilizzate per descriverli.
Ecco che, come sottolinea il negro, la satira diventa violenza.
O magari, come ha giustamente ricordato ieri Moni Ovadia in un trascinante e infiammato discorso (che curiosando ho appena visto - bello!), la richiesta di legalità viene bollata come giustizialismo e il richiamo al dovere della moralità, tanto più se si ricoprono cariche pubbliche a livello nazionale, viene tacciato di moralismo...
non ho mai nascosto il fatto che a me chi grida in piazza con una folla ad ascoltarlo ed acclamarlo non mi piace. e siccome è una cosa comune sia a destra che a sinistra è per questo che non mi piacciono. sono contrario a berlusconi presidente del consiglio, non me ne voglia, ma sono contrario a qualsiasi persona che con un ruolo dirigenziale entra in politica, anche nel proprio comune, cosa che succede spesso. la cosa che mi ha lasciato più sconvolto in questo periodo post-elettorale è che l'opposizione è affidata a di pietro, che per fortuna c'è.
per quanto riguarda la satira, certo è che le immagini sono forti, non che mi sconvolgano, però, essendo un ragazzo educato, non potrei fare satira, ma, al contempo, sono "pacatamente" irriverente per poterla capire e sorriderci.
purtroppo come dici tu siamo rimasti solo con di pietro come opposizione. se ci fosse qualcuno che rappresenti quella marea di persone che dissentono da questa italia nelle sedi istituzionali, forse non ci sarebbe bisogno di tutta questa caciara. ma è la sola cosa che ci rimane. anche a me istintivamente i comizi di piazza con la gente che applaude ogni volta che qualcuno urla "vaffanculo", non piacciono. ma per fortuna che ci sono...
Mamma che schifo veltroni, che schifo.
«Ora Di Pietro scelga e decida con chi sta: se è con Grillo e Travaglio lo dica, se invece decide di stare in un'area riformista prenda l'impegno conseguente e metta fine a manifestazioni come quella di martedì. [...] Sentire quella caterva di insulti a tutto e tutti mi ha fatto male mentre Berlusconi ha goduto. È stato il più bel regalo che Berlusconi si potesse aspettare»
Stare in un'area riformista vuol dire prostrarsi a berlusconi, al papa, a napolitano, agli usa, a ogni forma di potere, per quanto lurida? Antonio, ti prego, mandali tutti a quel paese, 'sti poverini. Vai da solo che se continui così prendi i doppio dei loro voti. veltroni, pensionati che fai davvero una gran pena.
Il Negro è tornato, più (nero)vivo che mai, eheh...
Nonostante non mi sento rappresentato da Di Pietro (e mai lo sarò, anche se lo ritengo il miglior ministro della scorsa legislatura), nonostante Grillo non riesco più a farmelo piacere come prima (così come la Guzzanti) e sto cominciando a vedere i difetti di Travaglio...
Nonostante tutto questo, dicevo, devo dire che bisogna essere grati a queste persone, che ancora non riescono ad accettare che un tizio che si fa eleggere presidente del consiglio (e che vuole diventare presidente della repubblica) solo per difendersi dai processi ai suoi danni, voglia continuare su questa strada come se nulla fosse, facendo leggi in suo favore e in favore della sua azienda (legge gasparri, con cui ha messo a posto mediaset x i prossimi 20anni, come disse anke Mentana)...
ciao
PS: ma chi è sto Dell'Arti?
Ma pure io non mi sento grandemente rappresentato da Di Pietro (per lui la base di Vicenza è Nato e la TAV va fatta perché non si può restare indietro), Grillo non mi fa più ridere e dice parecchie banalità anche contraddicendosi, la Guzzanti non mi ha mai fatto estremamente ridere (al contrario, ad esempio, Luttazzi), Travaglio pure c'ha i suoi difetti, pur essendo un indispensabile divulgatore.
Eppure, come dici tu, teniamoceli stretti, che sono gli unici che ancora non se la sono messi via di vivere in una paese con una classe dirigente collusa e corrotta, in cui l'illegalità trionfa, la società sprofonda nel vuoto e la stampa non è libera.
Sì, son stato parecchio arrabbiato in questi giorni :) Adesso mi è un po' passata. Almeno noialtri abbiamo la forza d'indignarci. Che tristezza mi fanno ex-lottatori come Michele Serra, sonnacchiosamente sdraiato sulla sua amaca, che ormai si infastidisce pure nel vedere che c'è un minimo di vera opposizione..
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