Tuesday, March 11, 2008

Scambio epistolare tra il Negro e Nico Rossi - 6 e 7 (fine)

6. Mittente: NICO ROSSI
Data: 04-03-08

Bene, vedo che entriamo sul concreto. Ti dirò che molti dei tuoi no e dei tuoi si io li condivido e li attuo anche. Non solo personalmente, ma anche socialmente: nella vita famigliare, nelle prese di posizione che mi sono accessibili sul piano collettivo.
Ma occorre tener ben chiara la distinzione tra il piano sociale, in cui si decide per se stessi o per gruppi, e quello politico dove si delibera per tutti, in forma di leggi vincolanti. E' il piano politico quello che invochi parlando di proposte di legge. Nessun disegno di legge diventa legge fuori dalle regole che stabiliscono che una legge va approvata in un certo modo ed ha vigore per una certa comunità politica che condivide certe regole nel fare e disfare le leggi. Tra le regole di questo spazio pubblico che è la Repubblica Italiana ci sono le elezioni popolari che legittimano legislatori a fare le leggi e a disfarle. Questo è quello che ci hanno lasciato gli antenati. La domanda adesso diventa: come farà un disegno di legge a diventare legge? Con quale maggioranza?
Tutto ciò premesso io penso con simpatia ad ogni autentica passione civile come la tua e quella di Beppe Grillo.

Nico



7. NEGRO
Data: 04-03-08

Ed io alla sua, a quella di mio padre che nel tempo libero lavora per organizzare le primarie del Pd a Bolzano Vicentino, ai tanti esempi di adulti come voi rispettosi delle istituzioni e dei doveri democratici. Lasciamo stare Berlusconi e Veltroni, sono questi gli esempi che dobbiamo portarci dentro noi ragazzi.

Marco

2 Comments:

At 12/3/08 10:20, Anonymous cesko said...

alla fine un pó lo accetti anche tu questo dannato sistema democratico, o hai risposto per cortesia?

 
At 12/3/08 17:36, Blogger Negro said...

Io penso che lo spirito democratico della gente che lavora dal basso nei partiti sia una cosa nobile e quasi commovente nella sua drammatica inutilità. Mi fa gran tenerezza e un certo dispiacere vedere persone, come mio padre e Nico Rossi, che con tutte le migliori intenzioni del mondo aiutano ad andare avanti un carrozzone che di loro poi non tiene il benchè minimo conto. Cosa che si è vista benissimo per il caso Dal Molin. Quanto è contato, nelle decisioni prese a livello nazionale, il parere dei diessini e margheritini locali, l'unica parte sana forse di tutto il sistema? La risposta è, come sempre, NULLA. Quanto è contato, alla resa dei conti, il programma dell'ulivo sottoscritto da 4 milioni di elettori, che diceva "reputiamo necessario
arrivare ad una ridefinizione delle servitù militari che gravano sui nostri territori"
e anche "al fine di arrivare ad una soluzione condivisa che salvaguardi al contempo gli interessi della difesa nazionale e quelli altrettanto legittimi delle popolazioni locali"? La risposta è, come sempre, NULLA. Le popolazioni locali, e la politica locale, NON CONTANO UN CAZZO. Vedere Val di Susa, Vicenza, Pianura, ecc.. Peccato che la politica locale sia anche l'unica in cui é forse possibile trovare qualcosa di buono (non mi riferisco a vullweck e zoccoletto ovviamente).

Per Nico e mio padre la politica è PARTECIPAZIONE. Per quelli sopra di loro la politica è SPREGIO DELLA PARTECIPAZIONE: tacciano coloro che manifestano, quelli che protestano di fronte ai loro SOPRUSI (scavalcare l'articolo 1 della Costituzione fottendosene allegramente del parere del popolo sovrano), di QUALUNQUISMO e di MANCANZA DI SENSO CIVICO, quando invece protestare, manifestare, è espressione di ELEVATISSIMO INTERESSE POLITICO e RADICATO SENSO CIVICO.

Io sono per la democrazia PARTECIPATIVA: vuol dire forse accettare un sistema RAPPRESENTATIVO in cui i rappresentanti rappresentano solo loro stessi? In cui, per di più, non è nemmeno possibile sceglierli, visto che li scelgono i partiti?

Per cui NESSUNA CONTRADDIZIONE.
I'm sorry.

 

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