Tuesday, March 04, 2008

Scambio epistolare tra il Negro e Nico Rossi - 1 e 2

Riporto qui e nei prossimi post un a mio avviso interessantissimo scambio epistolare avuto tra ieri e oggi con Nico Rossi, che già conoscete.


1. Mittente: NEGRO (in risposta a precedente invito a partecipare alle primarie del Pd a Vicenza)
Data: 03-03-08

Devo dire che apprezzo il vostro sforzo a livello locale. Ma
il pd, a livello nazionale, è una tragedia.
Qua parte di ciò che penso:

http://www.nerovivo.it/2008/03/lapoteosi.html

Un caro saluto,

Marco Matteazzi


2. Mittente: NICO ROSSI
Data: 04-03-08

Caro Marco

Sono contento che apprezzi lo sforzo a livello locale. Io ho fatto la mia parte per porre la questione Dal Molin come un no ribadito dal centro sinistra tutto e come impegno a fare il referendum. Credo tuttavia che questo non cambierà la situazione, anche perché al governo tra un mese tornerà la destra, che la base l'ha voluta e contrattata con l'America. Il referendum, se vincerà il no, comunque darebbe il segnale chiaro alla società americana ed europea che una certa epoca della politica estera deve finire e si deve aprirne una nuova.
Per Roma io non sono d'accordo che il Partito Democratico sia una tragedia.
Non c'è alcuna possibilità di evitare un governo forte della destra che non passi per il partito Democratico. E non c'è nessuna possibilità di realizzare obiettivi di sinistra, in Italia, che non passi per il Partito
Democratico. E mi riferisco alle politiche economiche, fiscali, sociali, dei diritti umani, della pace, dell'Europa ecc... Che non sia vero bisogna dimostrarlo indicando una strada alternativa credibile e vincente. Non mi pare che nessuno lo faccia.
Nel voto degli italiani il vantaggio strutturale delle forze orientate a
destra è strutturalmente prevalente di 5-6 punti.Il 49,8% raccolto da Prodi due anni fa è stato un risultato del tutto straordinario. Oggi siamo di nuovo 45 a 55 (tutto l'Area dell'Unione contro tutta l'area di centro destra). In alcune regioni popolose, Sicilia, Veneto, Lombardia il vantaggio delle destre è di 15-20 punti. Nel Veneto parliamo di 60 a 40 (vedi tutte le elezioni regionali e nazionali degli ultimi 15 anni).
Questo è il motivo per cui il massimo storicamente raggiunto dall'Unione è
stato un pareggio. Ma il pareggio del 2006 ha determinato debolezza politica e parlamentare (pareggio al Senato). E l'incapacità di realizzare punti importanti del programma che comunque si estendeva sui cinque anni del mandato. Non si può dire che Prodi ha tradito il programma perché non ha avuto i cinque anni per realizzarlo. In due anni ne ha realizzato una parte, quella parte per cui aveva i numeri alle camere.
Per l'oggi la situazione è questa. L'area di Berlusconi ha un vantaggio
notevole. Vincerà e farà politiche esattamente opposte a quelle di sinistra. L'unica possibilità di frenare o invertire questa situazione è data da qualcuno che vinca i premi di maggioranza alla Camera e al Senato. Nel primo caso il premio è su base nazionale (l'alleanza che ottiene un voto in più nel totale nazionale), nel secondo caso su base regionale (l'alleanza che ottiene un voto in più regione per regione; il premio è di un certo numero di senatori per ciascuna regione). Sono decisivi due comportamenti: far ottenere un voto in più al Partito Democratico alla Camera rispetto al PDL. Far ottenere al PD un voto in più al Senato in alcune regioni chiave come Sicilia, Veneto, Lombardia (con premio di senatori è consistente). Questo almeno per arrivare a un pareggio al Senato (obiettivo minimo).
Ogni altro comportamento consegna il paese a Berlusconi per altri cinque anni, e lascerà spazio solo alle proteste inutili, romantiche e autoconsolatorie. Con tanti saluti per gli obiettivi di sinistra.

Non votare è una grossa mano alla destra. Votare Grillo? Potrebbe dare una mano al Partito Democratico, in due casi. Se porta via voti alla destra (non al PD) nelle regioni strategiche per il Senato. Se aiuta Variati a Vicenza tenendo la destra sotto la soglia del 50% al primo turno per appoggiare poi Variati al secondo turno.
Se invece porta via voti al Partito Democratico, è solo un regalo a Berlusconi e alla sua politica: meno tasse per i ricchi, politica internazionale di pace armata e più basi militari a fianco degli Usa, niente diritti civili di nessun tipo e forse anche meno diritti umani, ad esempio
per gli immigrati, come già succede a Milano dove non sono ammessi negli asili comunali se i loro genitori non hanno reddito.

Attenzione, anche in politica chi troppo vuole nulla stringe! Il tutto e subito in Italia non è mai esistito. L'Italia non è la Spagna. Con il voto concreto degli italiani occorre fare i conti.

Nico Rossi

6 Comments:

At 4/3/08 21:35, Anonymous cesko said...

sono d'accordo con il professore.
forse 5 anni di berlusconi ce li siamo dimenticati?

mi sento pesante a ricordare certe cose, e non le ricorderò.

ricordo però il senso di oppressione che per 5 anni ha pesato sul mio animo. il senso di schifo vedendo tremonti giocare con i numeri, come fosse un gioco il debito pubblico. il ribrezzo di fronte alle pacche sulle spalle tra putin-bush-berlusca.

e soprattutto, ricordo le risate degli stranieri conosciuti durante quei 5 anni, quando capitava di parlare del governo italiano.

io queste cose non le ho sentite adesso con prodi

 
At 4/3/08 22:58, Blogger Gianluca Perin said...

Qui il professore parte dal presupposto che Veltroni e Berlusconi siano due entità opposte e contrapposte.
Vero questo per l'attuale campagna elettorale.
Ma il giorno dopo? Anche probabilmente.
Ma il mese dopo? Non più così certo.
Il governo di larghe intese è una prospettiva ormai drammaticamente realistica, con buona pace di percentuali e fantomatiche politiche economiche e sociali elencate da Rossi.
Perciò chi mi dice che non votare regala voti alla destra, che votare i partiti piccoli regala voti alla destra, mi fa sorridere. Chiunque vinca porterà avanti una politica di destra.
Adesso potete sbizzarrirvi a smentirmi, ad indignarvi o a stracciarvi le vesti.
Ne riparleremo a fine anno...

 
At 4/3/08 23:04, Blogger Negro said...

eh no Cesko! Eri proprio tu, alla prima caduta del governo prodi, a dire che in Spagna facevamo ridere i polli! Neanche tu ticordi tutto..

E poi mastella ministro della giustizia, tanto per fare un esempio, a me provocava un'oppressione d'animo ben peggiore di castelli.
Ma già, a te mastella piaceva..

Cmq, domani la mia risposta al professor.

 
At 5/3/08 17:28, Anonymous cesko said...

piano piano
certo si sorrideva di fronte alla crisi di governo.
ma nulla in confronto di quando si parlava di berlusconi. tutt'ora pronunciare quel nome fa venire quel sorriso sarcastico, come dire... poverini, che bel coglione di presidente vi piazzate, proprio scemi voi italiani...possibile non vi rendiate conto che persona é???


e mastella, vabbé, mi son dovuto ricredere, non sapevo gli intrallazzi che aveva.

 
At 5/3/08 18:45, Blogger Negro said...

Sì, è vero, anche qua in Belgio se parli di berlusconi subito dicono "he's a criminal", anche il mio amico nigeriano me lo ripete. Ma quel che mi fa specie è che non si rendano conto che anche tutto il resto, in Italia, è così, per cui berlusconi non è che la stella di un firmamento di personaggi da raccomandare. Politici onesti e non collusi credo se ne contino sulle dita di una mano. In passato mi sarebbe venuto da dire prodi, ma persone meglio informate mi dicevano che pure quello c'era dentro, fin dai tempi dell'Iri. Non ho faticato a creder loro, anzi, facendoci l'occhio lo si capiva, come ci galleggiava bene in mezzo alla merda. Resta di pietro, poverino, ma questo non sa nemmeno qual è la differenza tra Usa e Nato.

E poi, tutti questi che giudicano dall'estero farebbero forse bene a guardare prima in casa loro, i bush, i clinton, gli aznar, i sarkozy, i blair.. mica siamo gli unici sfigati!

 
At 6/3/08 09:31, Anonymous cesko said...

questo è vero. peró dai, come si fa a non ridere di uno che va in giro con le zeppe da 5-6 cm? solo perché si vergogna di essere basso.

 

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