Thursday, February 14, 2008

L'uomo, se puó fare una cosa, prima o poi la fará

Clonazione, i limiti etici non fermeranno l'uomo.

Di quale degli orrori che quasi quotidianamente ci offre la Scienza Medica tecnologicamente applicata vogliamo occuparci oggi? Dei figli concepiti senza padre, cioè senza l'apporto di uno spermatozoo maschile e quindi autoconcepiti solo dalla donna, impresa cui stanno lavorando, con esperimenti sui topi, i ricercatori inglesi della Newcastle Upon Tyme University? Oppure dell'embrione con tre genitori, perchè contiene il Dna di un uomo e due donne, creato dagli scienziati dell'Università di Newcastle (sempre loro)? O ancora degli embrioni umani clonati, come la famosa pecora Dolly, da un istituto privato di La Jolla, California, lo Stemagen Corp?Cominciamo dal primo. Il metodo è questo. Dalle cellule staminali del midollo osseo di una donna si crea, con varie alchimie, lo sperma con cui la stessa donna si autofeconda. E, oplà, nasce un bel bambino. Anzi una bambina, perchè nelle cellule femminili manca il cromosoma Y in cui risiedono i geni che determinano il sesso maschile. Che alla lunga, diffondendosi questa pratica, sparirà dalla faccia della terra. Poco male perchè è già da tempo che è diventato inutile. Sarà un mondo di sole donne. Si divertiranno da sole perchè per fecondarsi non avranno bisogno che di se stesse, del proprio midollo osseo.Ma il tabù dell'incesto e le abitudini esogamiche (il non accoppiarsi fra parenti) non nascevano proprio dal rischio che se in un gruppo di consanguinei ce n'è qualcuno con una malformazione genetica questa, a furia di interfecondazioni parentali, si trasmette fatalmente a tutto il gruppo, estinguendolo? Se in una donna che si autofeconda esiste una malformazione genetica è matematico che questa passerà a tutte le sue discendenti e alle discendenti delle discendenti. Il tabù non nasce mai a caso, ma copre ragioni (cioè motivi razionali) profonde. Ma gli scienziati moderni non si curano dei tabù, che considerano arretratezze ancestrali. Nè che un bambino avrebbe il diritto di avere, almeno in partenza, una madre ma anche un padre. L'obiettivo qui è eliminare l'infertilità maschile e se, per ottenerlo, bisogna eliminare tout court il maschio, pazienza. La Scienza e il Progresso valgono ben qualche sacrificio.Peccato che i topi, anzi le tope, dal cui midollo osseo sono state estratte le cellule staminali per farne sperma, dopo qualche mese abbiano "manifestato problemi di salute". Il fatto è che gli scienziati non sono assolutamente in grado di prevedere le infinite variabili, fisiche ma anche sociali, che a medio e lungo termine mettono in circolo con le loro straordinarie manipolazioni.Anche l'embrione con tre genitori (i geni della madre vengono sostituiti con quelli sani di un'altra donna inseriti nell'ovulo della prima) e la clonazione di embrioni, ottenuta prelevando cellule staminali dalla pelle maschile e poi inserite in ovuli femminili, svuotati del loro codice genetico, fino a far crescere un embrione che ha l'identico Dna del donatore della pelle, hanno scopi nobilissimi. Nel primo caso curare malattie genetiche ereditarie, dall'epilessia alla distrofia muscolare, trasmesse dalla madre al figlio, nel secondo creare una banca 'personalizzata' (poichè il Dna è identico) di organi e tessuti per rimpiazzare quelli danneggiati o invecchiati del donatore che diverrebbe così pressocchè immortale. Splendido. Solo che il piano è inclinato. Perchè lasciare le cose a livello di embrione e non farlo invece crescere fino a farlo diventare un adulto che sarebbe poi più facile fare a pezzettini per sostituire gli organi 'invecchiati' del suo genitore artificiale? Insomma dei 'replicanti' come in 'Blade Runner', lo splendido e preveggente film di Ridley Scott. Dice: saranno posti dei limiti etici. Ma non facciamo ridere. Come mi disse una volta il grande fisico italiano Edoardo Amaldi, che se ne intendeva perchè è uno degli inventori dell'Atomica: "L'uomo, se può fare una cosa, prima o poi la fa". Per questo, contrariamente a quanto supponiamo di noi stessi, è l'animale più stupido del Creato. E merita di scomparire al più presto. Insieme ai suoi orrori.

Massimo Fini
Uscito su "Il gazzettino" il 08/02/2008

5 Comments:

At 15/2/08 00:13, Anonymous cesko said...

cattivo. forse anche più del solito.
accetto molte considerazioni, rigetto le conclusioni. eccessivamente catastrofista.

 
At 16/2/08 02:20, Anonymous lila said...

io credo che siano una vergogna queste ricerche scientifiche!
Si parla tranquillamente di sostituire "madre natura" per che cosa?per arrivare al punto di vedere donne che possono fare figlie da sole? oppure bambini con addirittura due madri e un padre?
intendiamoci se doveva andare così,allora non avrebbe senso che sulla faccia della terra esistano uomo e donna!
diventiamo,anzi creiamo tutti cloni e robot perfetti, poi uccidiamoci e lasciamo che loro vivano al posto nostro....in fin dei conti non manca molto a questo finale!
credo che gli studi degli scienziati debbano servire per eliminare le malattie che per colpa del nostro progresso ora ci portano alla precoce morte;o fare in modo che le 5 mamme su 10 (forse anche 6 o 7) che non portano la prima,seconda eppure terza gravidanza al fine possano avere la notizia di essere in dolce attesa senza aver bisogno di un'utero esterno....forse starò uscendo dal discorso iniziale, non sono poi molto brava a spiegarmi :( , ma ci sto tentando e sono aperta a discussioni pro e contro,questo è un argomento troppo importante,non posso non dire la mia....
certo è che sarà difficile che io possa accettare l'idea che un giorno mio figlio non potrà essere padre perchè la donna con la quale starà, avrà deciso di autofecondarsi e quindi eliminarlo dal ruolo importante che la vita gli ha dato....servite a poco :) (sto ironizzando, intendetemi) ma siete pur sempre vitali e importanti per la nascita di una creatura splendida quale è un bambino, e di questo credo nessuno possa farmi cambiare idea!!!!

 
At 16/2/08 21:03, Blogger Negro said...

X Cesko: e come può non essere catastrofista uno che ha vissuto di persona, dai suo sessanta e passa anni, l'osceno declino della nostra società, che ha perso per strada valori, idee, relazioni, natura, istinto?
Massimo Fini è un vecchio, parole sue, ma ci vede fin troppo bene. E’ dannatamente triste anche questo suo articolo sulla decadenza di Milano. Per forza!
Per certi aspetti sociali noi di campagna ancora ancora ci salviamo, ma è il mondo intero a rotolare giù..

 
At 18/2/08 15:40, Anonymous cesko said...

rischiamo di ripetere sempre le solite cose.
in generale leggo sempre con piacere gli articoli di massimo fini. i suoi spunti sono davvero interessanti.
tuttavia la totale mancanza di fiducia verso i giovani, future leve del mondo politico e produttivo, mi lascia perplesso. capisco che il vecchio fini abbia visto un'evoluzione al peggioramento della nostra società. però la trovo un'offesa nei miei confronti non credere che io non possa nel mio piccolo migliorare il mondo. e tutti noi assieme.
io ci credo, dobbiamo crederci. altrimenti faremo prima a suicidarci. con che scopo rimaniamo sulla terra?

 
At 18/2/08 16:24, Blogger Negro said...

Permettici di essere pessimisti. Io credo che, per quanto io, noi, nel nostro piccolo possiamo fare, non servirá più di tanto. Ma ció non ci dispensa dall'imperativo di farlo, anzi. A maggior ragione, tanto disperata é la situazione. Mica vuoi che facciamo una cosa solo se siamo sicuri di aver successo? Troppo facile. E bisogna continuare a farle notare, le assurditá del mondo che ci circonda. Per tener vivi i sentimenti di reazione e non lasciarci andare alla comoditá dell'accodarci.

 

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