Tuesday, December 25, 2007

Un Natale pessimista?

Stamattina, come al solito, esco di casa che è ancora buio; schiaccio il telecomando per salire a bordo della macchina ghiacciata , infilo la chiave e il computer di bordo mi avvisa che devo passare in officina a fare il tagliando. Considerando che il contakilometri segna 15.000 lo sapevo anch’io. Poi un sonoro “bong!” mi dice che con 3 gradi sottozero corro il rischio di trovare la strada ghiacciata, ma vedendo la macchina bianca di ghiaccio lo potevo dedurre anche da solo; ingrano la prima e un altro “bong!” mi ricorda che devo rifornirmi di benzina, ma l’avevo già visto dalla lancetta del carburante inclinata tristemente a sinistra. Questa tecnologia, tutto sommato poco utile e non richiesta perché “optional obbligatorio” della vettura, mi è costata probabilmente un migliaio di euro.

Queste righe non le ho scritte io, le traggo dagli auguri di un amico (Maurizio dei Fly Jazz), e ne prendo spunto per accodarmi alla sua preghierina di fine anno: che tutto questo assurdo vortice di produzione e consumo rallenti, si plachi, che il flusso ritorni a misura d'uomo, si ricolleghi alle reali necessità e non a pseudo-bisogni indotti dal marketing. Che sia un Natale sincero ed essenziale.
La crisi dei trasporti di due settimane fa ha mostrato una volta di più quanto clamorosamente fragile sia il nostro sistema. Non sappiamo più fare l'orto, allevare degli animali, cucirci un vestito, orientarci con le stelle. Siamo proiettati nel virtuale, utilizziamo palmari ed mms, ma non ci accorgiamo nemmeno che i fiumi sono secchi e la neve sui monti non c'è più. Abbiamo perso il contatto con la natura, e questo ci rende debolissimi di fronte a qualunque guasto della nostra grandiosa macchina globale. Perché se manca una sola parte (la benzina, ad esempio) tutto il castello crolla, e l'animale uomo si ritrova nudo di fronte alla natura senza più sapere come affrontarla, senza più nemmeno conoscerla (lo tsunami insegna). Una guerra, un'epidemia, un black out prolungato ci farebbero cadere come sciami di mosche stecchiti dal veleno..
Un Natale meno poetico del solito. Un Natale pessimista? Ma non sarebbe Natale! E allora scambiamoci gli auguri: che la tendenza si inverta, che la superficie lasci spazio all'essenza, che dal consumo si ritorni all'uso, che una second life non rimanga l'unica alternativa..

Un abbraccio

7 Comments:

At 26/12/07 02:51, Blogger Negro said...

Auguri in particolare a Miusez, musa di questo blog, cui purtroppo non abbiamo avuto modo di farli di persona..

 
At 26/12/07 11:26, Anonymous cesko said...

mi accodo nelle critiche alle super tecnologie (super? ma dove...) che ci ostinano a mettere nelle auto.
e in particolare apro ufficialmente la guerra ai navigatori satellitari. basta con questi computerini che distruggono il cervello umano, rendendolo incapace di ogni cognizione geografica, di un benchè minimo senso dell'orientamento.
sì alle discussioni interminabili con i compagni di viaggio su quale strada prendere, sì agli errori di strada che fanno imprecare ma che sono la cosa più bella del viaggiare.
e sì alle ora passate davanti al lenzuolo di cartina geografica per capire dove siamo...
perchè se non conosciamo il territorio dove siamo, non potremo mai amarlo.

 
At 26/12/07 13:21, Blogger Negro said...

Sacrosanto. Sono strumenti "intelligenti" che rendono stupidi noi.
Sì alla bici che è il mezzo più bello per conoscere il territorio.
Sì alle camminate per i centri urbani, cartina in mano, o lasciandosi guidare da istinti un po' strani che inevitabilmente ci porteranno a perderci in calli e bar.
Sì alla vespa e all'esplorazione di stradine mai viste sui colli. Dove ci porteranno? Ad un agriturismo? Ad una vallata nascosta? Ti faranno ritrovare senza che tu te ne accorga nello smog cittadino?

L'altro giorno sono andato in una concessionaria. Uno degli optional era il condizionatore automatico: di serie c'era solo quello manuale. Io ero sbalordito al sentirli parlare. Il condizionatore tra l'altro mi fa star male: niente di meglio dell'aria dai finestrini, a prezzo molto più contenuto.

La tecnologia sulle macchine non si fermerà purtroppo, e si va verso simili lidi in tutti gli altri settori (mai sentito parlare di domotica?). Perché? Semplice, perché il sistema deve continunare a produrre novità e indurre necessità, pena il suo crollo. I bisogni essenziali son già ampiamente soddisfatti da qualche generazione, dove andare a CRESCERE se non nell'INUTILE?

 
At 26/12/07 19:53, Blogger Ciro said...

Come non essere daccordo con te cesko. la cosa più bella, quando devi cominciare a conoscere una nuova città, è girarla a piedi, senza nessuno che ti aiuta. Meglio ancora girare senza una cartina: ti costringe a sforzarti un po', a chiedere informazioni (e quindi a parlare con le persone, a conoscere la gente del posto, a capire come ragiona), a memorizzare visivamente i posti dove passi, a capire com'è meglio muoversi. E dire che la città a cui mi riferisco è Milano, forse uno dei luoghi meno a misura d'uomo che esista. Eppure, checchè se ne dica, ha ancora una vita "umana" questa metropoli intasata dalle auto: bisogna avere tempo e pazienza per scoprirla e conoscerla.
Auguroni ragassi

 
At 26/12/07 23:20, Blogger Negro said...

Grazie Ciro! Auguri anche a te

 
At 7/1/08 10:12, Anonymous miusez said...

Con imperdonabile ritardo dovuto alla mancanza di tecnologia informatica da casa (non sono ancora "branchée"...) ricambio gli auguri, sottoscrivo la speranza di un futuro più dimesso, meno "accessoriato" di comfort ed inutili orpelli e più autentico per tutti, in particolare per gli irriducibili idealisti che animano con fiducia (e spigolosa ma indispensabile vena polemica, vero negro?) le pagine di questo blog, ormai divenuto un consueto e familiare appuntamento della mia navigazione quotidiana!!

Grazie a tutti

MIUSEZ

p.s.: musa, addirittura....? megalomane...

 
At 7/1/08 13:55, Blogger Negro said...

Miusez musa, non suona bene?

 

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