Friday, December 28, 2007

Il minimo indispensabile


In montagna non solo i contadini ma anche gli alpinisti devono limitarsi all'uso di pochissimi attrezzi, se vogliono riuscire a cavarsela quando sono in quota. Forse è proprio questa limitazione all'indispensabile che gli alpinisti esperti e le economie agricole che ancora resistono in montagna onorano in egual misura. Rispetto per la montagna e accortezza nella scelta degli attrezzi di scalata e di lavoro garantiscono un mondo alpino sano e un sano alpinismo.



da Reinhold Messner, "Montagne", De Agostini 2002

foto: Pale di San Martino viste dalla conca del Primiero, agosto 2006 (by Negro)

3 Comments:

At 28/12/07 14:42, Anonymous lila said...

rispetto e accortezza per la montagna,dice....ma se avesse così tanto rispetto per essa,come ha potuto accettare che si rovinasse un paesaggio magnifico e indescrivibile, come il Monte Rite, con orrendi avanti e indietro di "bus navetta" che oltre a disturbare la fauna di quei boschi, impediscono agli appassionati di escursioni di godersi una piacevole passeggiata avvolti solamente dalla natura e dalle montagne?....passione e lucro messi allo stesso livello non stanno bene,soprattutto in montagna, rovinano ciò che lei offre e che molte persone ancora tentano di mantenere intoccabile e "innocente"....

 
At 28/12/07 17:35, Blogger Django said...

eeee... e qua mi tocca darti ragione... in effetti il museo di Messner è abbastanza obbrobrioso. Un controsenso se si pensa il nome che porta e ciò che costui sostiene. Sì, direi che in questo frangente Messner ha sfoderato tutta la sua parte italiana, predicando bene e razzolando male...

 
At 28/12/07 20:38, Blogger Negro said...

Il via vai di bus navetta è effettivamente fastidioso, ma è un compromesso: grazie a ciò si evita un andirivieni ben peggiore di auto, e si permette a tutti di godere di un panorama incredibile e di un museo molto bello, contenente importanti reperti di alpinismo storico nonché quadri e filmati sulle dolomiti. Si concede a tutti un primo approccio, non così invasivo, alla montagna e alle sue meraviglie. Sono d'accordo? Diciamo che non sarei così drastico nella critica: lasciando la strada totalmente chiusa anziani, bambini e disabili non avrebbero potuto partecipare della splendore della montagna. Non fare il museo allora? Mah, anche qua non so, è un trade-off, ci si perde da un lato e ci si guadagna da un altro.
In ogni caso è riduttivo valutare da questo singolo esempio un personaggio che da quarantanni si batte per la natura e la montagna e per un corretto approccio ad esse, andando sempre controcorrente per la sua strada, senza farsi problemi a criticare gli ambientalisti quando lo ritiene giusto, rischiando in prima persona pur di riuscire a combinare qualcosa (vedi esperienza con i Verdi al Parlamento Europeo). E che ha idee intelligenti, originali e condivisibili sull'inquinamento e su come salvare le Alpi. A questo proposito consiglio la lettura di questa intervista che ben chiarisce il suo pensiero.
Certo Messner può essere criticato, per alcune sue idee, per accettare le sponsorizzazioni come parte del gioco, per non essere sempre dalla parte del no e scendere a compromessi discutibili, ma sarebbe ingiusto valutarlo solo per il museo del monte Rite. Che, attenzione, non è in contraddizione con ciò che lui sostiene: ossia che un turismo soft non solo è compatibile con la montagna ma che è anche indispensabile per mantenervi la vita umana e la cura che essa porta (come lui la pensa Rigoni Stern). Parole come "intoccabile" e "innocente" non fanno parte del suo vocabolario, per Messner il concetto chiave è quello di "paesaggio culturale", concetto che include anche l'uomo. Quindi razzola esattamente come predica. E' la predica che eventualmente può essere messa in discussione..

 

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