Friday, November 23, 2007

Truffa

Sempre a proposito di sviluppo "sostenibile", e in particolare di "eco"-incentivi: è stato calcolato che, se si possiede una vecchia automobile inquinante, la sostituzione della stessa con un modello nuovo inquinerebbe molto di più di quanto inquinerebbe continuare ad utilizzare il vecchio pezzo, a causa dell'ingente quantità di emissioni di CO2 sprigionate dal processo produttivo. In altre parole, con macchine nuove ad emissioni ridotte i ricchi abitanti dei centri città respirano forse aria più pulita, ma globalmente ci si rimette. E' solo uno spostare il problema in qualche area del mondo in cui non ci si possa permettere di "sottilizzare" su questioni ambientali, perché la priorità è mangiare.
Apro una parentesi. E' tipico della nostra vorace "civiltà" spostare al di fuori i problemi anziché darsi da fare per risolverli, in quanto risolverli vorrebbe dire rivedere tutto il modello, ma il modello, per qualcuno, fa uova d'oro. Esempi: il prodotto interno è in calo, dichiariamo guerra da qualche parte e rilanciamo l'industria, le fabbriche inquinano, le spostiamo in Africa o in India, i rom ci danno fastidio, li cacciamo fuori che se li gestisca qualcun altro, la manodopera costa, schiavizziamo oltre confine. Parentesi chiusa.
Le conclusioni di cui sopra, riportate dalla rivista "New Scientist", ci dicono che gli eco-incentivi sono una truffa. MA E' OVVIO, la questione cruciale non è la produzione di oggetti che inquinino meno di altri: E' LA PRODUZIONE DI MASSA IN SE', ad essere inquinante. Qualunque sia il prodotto.
Quello che sta a cuore ai politici e alle aziende, ma direi più in generale alla gente, non è l'ambiente, è la grana. La parola chiave è "INCENTIVO", non "eco". Incentivo vuol dire alimentazione del consumo di massa, che non può essere ecologico.
Siamo arrivati al punto in cui l'ecologia sta diventando un business, un marchio da sfruttare economicamente. Al Gore, che subito dopo il Nobel ha avviato una collaborazione con una società di venture capital per lo sviluppo di tecnologie "pulite", l'ha solo capito prima degli altri.

19 Comments:

At 26/11/07 10:45, Anonymous cesko said...

non sono d'accordo con quello che dici.
il sistema non si puó fermare (e nemmeno cambiare) tirando il freno a mano del progresso.
si puó fare qualcosa un pó alla volta. e questo incentivo aiuta.
sai che si calcola che se in italia venissero sostituiti da oggi a domani tutti gli elettrodomestici obsoleti, si avrebbe un risparmio energetico per l'intera nazione italiana del 30%. ti sembra poco?
vabbé se poi diciamo che per costruire questi elettrodomestici si é spesa l'energia risparmiata... allora non si finisce piú.

io son contento che il business si sia spostato su questi temi ecologici. non drammatizzerei la concorrenza tra aziende per produrre pannelli solari o desalificatori per acqua.
sai che cambiando anche solo le finestre di una casa si puó rispiamare il 50% di energia per il riscaldamento? allora son felice che ci sia concorrenza tra aziende per offrirti i vetri migliori.

meglio che nulla. anzi molto meglio che nulla. é una tematica che sta entrando nella mente di ognuno. vedrai che col tempo dará i suoi frutti. parlare di ecologismo non é piú un tema solo di estremisti, é un problema comune.

io non sarei cosí drammatico. e non darmi del positivista, per favore. dell'ottimista peró sí.

 
At 27/11/07 01:15, Blogger Negro said...

Certo che è meglio costruire un prodotto che consuma meno di uno che consuma di più, ci mancherebbe. Ma incentivare il passaggio da mezzi che inquinano di più a mezzi che inquinano di meno spacciandola per misura ecologica è una truffa. Si tratta di una produzione in più non indispensabile, e la produzione è spesso più dannosa dell'utilizzo, consuma più energia e materie prime. Rottamare vecchi pezzi significa inoltre creare rifiuti, o materiali da riciclare pagando comunque alti costi ambientali (anche riciclare consuma energia!).
Quando dici "vabbé se poi diciamo che per costruire questi elettrodomestici si é spesa l'energia risparmiata... allora non si finisce piú" stai chiudendo gli occhi. Dando dimostrazione di grande ottimismo effettivamente.
Non è che non si finisce più. E' che non bisogna avere pregiudizi e dire che un pannello solare è ecologico solo perché così ci è stato insegnato. Consuma meno, è vero, ma se per ipotesi costruire milioni di pannelli solari consumasse più energia di quella che si risparmierebbe che senso avrebbe farlo? La logica purtroppo non mi aiuta a capire.
Bisognerebbe semplicemente analizzare costi e benefici per l'ambiente e scegliere la strada migliore con onestà intellettuale, avendo il coraggio di andare contro le idee in cui si era creduto se si dimostrano sbagliate.

Però Cesko ti accorgi che stiamo a ridirci sempre le stesse cose riguardo al progresso? Tu credi nel progresso, così come nelle riforme, sei ottimista. Io vorrei esserlo, e smetterla di fare la cassandra e il criticone, ma dati alla mano non vedo come sia possibile se non con un atto di fede. Mi spiace sia da un po' che non dico più le preghiere.

 
At 27/11/07 10:53, Anonymous aprile said...

io sono ottimista. ebbene non mi resta che ammetterlo, e non mi vergogno di esserlo.

piccoli esempi per cambiare tante cose: in ufficio abbiamo un distributore dell'acqua potabile. vicino c'è un dispenser di bicchieri di plastica. non ci crederai, ma quasi tutti bevono e poi gettano il bicchiere. io credo di essere uno dei pochi che conserva il bicchiere per tutta la giornata.
pensa quanta immondizia si crea.
discorso analogo per le sslviette asciugamani in bagno. si creano decine di sacconi neri al giorno pieni di cartine magari anche solo leggermente umide.
che futuro diamo alla terra con questi comportamenti?

io propongo soluzioni, piccole, ma che se adottate dall'umanitá cambierebbero parecchio.
gli shampoo e i detersivi distribuiti con dispenser nei supermercati. ognuno si tiene il contenitore, e ogni volta che finisce torna al supermercato a riempirlo. in generale contenere al massimo l'uso indiscriminato di contenitori di plastica, la cui vita reale é ridicola rispetto ai costi di produzione (apri il frigo e ti accorgerai di quanto plastica é stata sprecata).
eliminare definitivamente il vetro usa e getta. e pure l'alluminio usa e getta.
eliminare le cartine usa e getta, per usare esclusivamente asciugamani lavabili (da lavare con detersivi a base di sostanze naturali, come cenere o altri grassi naturali).

in generale il pericolo maggiore per l'umanitá é l'usa e getta.

sicuramente non la costruzione di tecnologie economiche che se magari a breve termine non danno frutti, alla lunga ne danno parecchi.

sicuramente la costruzione di un vetro camera con gas isolante richiede energia. peró se questo vetro poi mi dura 30-40 anni, quanta energia verrá risparmiata? (e soprattutto, quanto poco inquinamento da caldaia si potrá aver evitato?)

puó essere che diciamo sempre le stesse cose.
ma pazienza, a me piace anche dibattere di ovvietá.
che poi non lo sono.

 
At 27/11/07 10:54, Anonymous aprile said...

errata corrige: tecnologie ecologiche

 
At 27/11/07 16:32, Blogger Negro said...

Mah, non so se sono io che mi spiego male.
Facciamo così: io dò ragione a te sul fatto che è meglio avere tecnologie che inquinino poco piuttosto che tecnologie che inquinino tanto. E' una cosa abbastanza ovvia, mi sembrava di averlo già detto ma lo ripeto. Ed è pure ovvio (a me non entusiasma discutere di cose ovvie) che è meglio non sprecare bicchieri di plastica. Tu però devi darmi ragione su questo, oppure mi dimostri che sbaglio: è stato provato che, NEGLI ANNI, cambiare una macchina vecchia con una a basso consumo inquina molto di più che tenere quella vecchia; allora per l'ambiente è meglio tenere la macchina vecchia. E' una singola implicazione logica, mica la dimostrazione del teorema di dini.
Se mi dai ragione, almeno abbiamo messo due punti fermi.
Mettiamone uno terzo: di caso in caso bisogna stabilire quale sia la strategia migliore per l'ambiente, analizzando il lungo periodo e i sistema globale. Siamo d'accordo? Spero di sì.

Il punto sul quale non possiamo essere d'accordo è invece quello dell'applicazione dell'economia capitalistica all'ecologia. La cosiddetta "economia di mercato verde". Qua è un muro contro muro, perché io sono convinto che le logiche capitalistiche, fondate sulla CRESCITA ILLIMITATA (anche dei CONSUMI), siano per definizione "antiecologiche". Tu la pensi diversamente.

 
At 27/11/07 19:24, Anonymous cesko said...

sono d'accordo con i tre punti.

forse avrei da ridire sull'esempio scelto, magari provocatorio, dell'automobile. esistono un'infinitá di altre cose che invece fanno rispiamare cambiandole. (per esempio le navi: si ricicla l'acciao e si costruiscono navi che consumano meno, inquinano meno, e vanno anche pú veloci). lo stesso varrebbe per i treni. e per gli aerei. e comunque con le macchine ci fanno le lavatrici. non vengono mica buttate in discarica.(o addirittura le auto stesse: non so se ti sei accorto di quanto sia scarsa la qualitá della carrozzeria di certe auto nuove. una volta un pugno su un maggiolino ti spaccava la mano, ora un pugno su una punto la sfonda come fosse carta).

ma comunque in linea di massima io e te siamo d'accordo su tutto. e comunque le ovvietá non sono poi cosí ovvie, se ti dico che sono l'unico a tenersi il bicchiere tutto il giorno, significa che non é poi cosí ovvio a queste persone cosa vuol dire inquinare.

l'unica cosa nella quala abbiamo vedute diverse é la fiducia nel futuro.
tu lo vedi per necessitá critico. io no. io cerco di avere speranza.
l'uomo in fin dei conti é una bestia schifosa e ipocrita: una delle peggiori sulla terra, non per nulla ne ha preso il potere.
perché non sperare che attraverso il marciume del capitalismo si possa arrivare a qualcosa di buono? che si crei una gara a le cose piú belle, ecologiche e funzionali?
facciamoli pure ingrassare come maiali da salsiccia, questi imprenditori, se riescono a investire nella ricerca e a sviluppare tecnologie il piú possibile sostenibili. che si affoghino nei ricavi, se mi abbattono l'emissione di calore di una casa. o se mi sviluppano l'energia solare e eolica.
non me ne frega niente se qualcuno si ingozza. sarebbe per il bene comune.
e forse sarebbe la via piú veloce per iniziare a cambiare qualcosa. il fatidico freno a mano non esiste per il treno in corsa.
o forse si, lo ha inventato kalasnikov.

 
At 3/12/07 09:21, Blogger Negro said...

Scusa il ritardo.
Innanzitutto l'esempio dell'automobile mi sembra importante, stiamo parlando di un caso particolare di grande rilevanza, anzi additato da molti (esagerando forse) come una delle cause principali dell'inquinamento atmosferico.
In secondo luogo, quello che tengo a ribadire e' che la produzione di massa in se' e' inquinante. Nel momento in cui si producono in serie milioni o miliardi di pezzi, qualunque sia l'oggetto, si inquina in misura drastica, si bruciano risorse naturali, si va contro la stessa ecologia umana, in quanto l'imponente macchina produttiva delle multinazionali globalizzate e' disumana (l'uomo e' solo un'ulteriore risorsa da spremere).
Inoltre, siamo abituati a pensare che l'Europa possa diventare un esempio per questo cosiddetto sviluppo sostenibile. Bene, date un occhio a questi dati. Siamo indietro, anche nella creduloneria.
Chiudo osservando che la tecnologia non sara' la soluzione dei problemi, per ogni nodo che scioglie altri cento se ne creano. Sara' necessario un cambio globale di filosofia che scardini questa attualmente instaurata: l'economia di mercato capitalista, spalleggiata dall'irrazionalismo tecnologico (non c'e' ragione che tenga freno, vedi clonazione umana ormai imminente) e dalla democrazia rappresentativa.

 
At 4/12/07 13:44, Blogger Django said...

Il fatto è che non siamo abituati a pensare che il sistema in cui viviamo possa, prima o poi, crollare, finire. Semplicemente non fa parte del modo di pensare umano. Quando viviamo all'interno di un sistema siamo naturalmente (o culturalmente, non so)portati a pensare che se non è il migliore dei sistemi possibili, per lo meno è l'unico praticabile. E quindi ci sforziamo di inventarci soluzioni ai problemi che via via incontriamo compatibili con questo sistema. La storia purtroppo ci insegna che un sistema invece può fallire e crollare. Si pensi all'unione sovietica. Se si vanno a rivedere le pagine dei giornali dell'epoca il crollo del comunismo venne annunciato come un fulmine a ciel sereno, quando invece i segnali di allarme, a volerli leggere, c'erano tutti. Ribadisco ciò che penso: questo sistema, quello presente, quello del capitalismo globalizzato, quello della democrazia rappresentativa, ha fallito. Non sta per fallire, ha già fallito da tempo, dobbiamo solo rendercene conto.

 
At 5/12/07 10:39, Anonymous miusez said...

Il cinema viene sempre in soccorso...
una frase di un film visto ieri sera ci sta a pennello.
Ad un ragionamento sul perchè esista il male, sul perchè ci si logori con le guerre, sul perchè il "progresso" vada a rotoli...

"il mondo è nato senza l'uomo e finirà senza di lui" (credo dal Corano)

e noi stiamo qui a questionare...

 
At 5/12/07 10:57, Anonymous miusez said...

... ma siccome questionare ci piace assai, mi inserisco!

ho letto frettolosamente il vostro scambio, e vorrei dire la mia sull'argomento che striscia implicitamente (in certi punti neanche tanto, a dire la verità) sul terreno sottostante.
siamo nel sistema, ok
siamo d'accordo sul fatto che per cambiarlo bisogna starci dentro? (io sì)
è ormai un assioma il fatto che nel 99% dei casi i grandi cambiamenti epocali nella società si producono su spinte di tipo economico.(fa schifo, ma è così)
ora, se una parte del mondo economico-imprenditoriale intravvede prospettive di guadagno in un particolare comparto produttivo (magari più rispettoso dell'ambiente, e al contempo, involontariamente, dei rapporti di forza tra stati, della sovranità degli stati, dei diritti degli sfigati che vivono su tonnellate di petrolio - perchè, non dimentichiamocelo, le fonti di energia non rinnovabili producono la rincorsa al loro possesso e la guerra) per mirare al proprio business, il risultato:
eticamente fa schifo, ma l'etica non è prerogativa dell'attuale sistema economico capitalistico.
nei fatti i risultati sono positivi? cazzo, sì!!! sono palliativi, non sono soluzioni a lungo termine (perchè la nuova frontiera del guadagno domani potrebbe tornare ad essere un ambito dannoso per ambiente-collettività-ecc...), ma che alternativa c'è? secondo me le armi da mettere in campo sono due: da un lato promuovere una cultura economica sostenibile all'interno del sistema (ecosostenibile, sociosostenibile, ecc...), passi pure attraverso il capitalismo finchè dura, dall'altro lavorare per uscire da questo sistema e costruirne uno nuovo.
ma su quest'ultima opzione sono più che scettica...

 
At 5/12/07 15:42, Blogger Negro said...

Ma l'avete vista l'ultima pubblicità dell'Enel sulla nuova energia? Tutto ciò mi sembra ipocrita, truffaldino e disgustoso. E' come l'immagine del Che che diventa subdolo merchandising, come mtv che ingloba nel suo osceno calderone le nuove tendenze ribelli gggiovanili annullandole, come il berlusca che cavalca lo spirito anti-politica per trarne profitti tutti suoi, come bono e al gore che si spacciano salvatori dell'umanità e si sollazzano con il portafogli all'ingrasso.
Per far passare un messaggio ribelle bisogna mercificarlo? Ma questo significa annullarne il senso!! Un ragazzo che guarda in tv il live aid e subito dopo "very victora" è un ragazzo al quale lo stanno mettendo in culo, gli fanno credere di star tirando fuori un suo lato trasgressivo, ribelle, ne placano i sensi di colpa, quando in realtà se lo stanno omologando per poi meglio papparlo. Ne annullano la portata sovversiva e l'ordine del sistema è salvo. Così sta avvenendo per le questioni ambientali.
"Tutto deve cambiare affinché nulla cambi". Tutto deve cambiare, in apparenza, affinché nulla cambi in sostanza. Questa è la loro filosofia. Potrò sbagliarmi ma non credo ciò porterà alcun beneficio all'ambiente, e se anche riusciranno in extremis a prolungare la permanenza dell'uomo sulla terra, questa farà così schifo che non credo varrà la pena esserci. In ogni caso, non mi avranno della loro.

 
At 5/12/07 16:42, Anonymous miusez said...

Uffi, negro!
C’è chi lavora tutti i giorni in questo sistema nella (follemente ingenua?) speranza di poterlo cambiare dal di dentro: trovare sponsor per iniziative benefiche, donatori per progetti di cooperazione umanitaria, collaboratori per realizzare campagne disensibilizzazione su vari temi.
Certo, la maggioranza dei soggetti profit che collaborano col nonprofit lo fanno come operazione di make-up per acquisire visibilità positiva, altri perché credenti, altri per abitudine ed altri ancora per motivi personali più o meno collegati con la buona causa che anima il progetto. Probabilmente sono pochissimi coloro che non lo fanno per un tornaconto personale (economico, d’immagine, come soluzione a sensi di colpa, ecc), ma perché spinti da imperativi morali, di responsabilità nei confronti della collettività.
Però sto imparando che, a volte, quello che conta è il risultato, se c’è ed ha valore. E allora, ben vengano i compromessi, in attesa di tempi migliori!
Vai a dare un’occhiata...

www.natalevero.org

 
At 5/12/07 18:59, Blogger Negro said...

Ti sto facendo spazientire? :)

Non metto in dubbio che ci siano progetti nobili e anche effettivamente utili. Non sono contro le sponsorizzazioni tout court. Non sto dicendo che non si può fare qualcosa di buono dall'interno, poi dipende dal caso e dalla sensibilità di ognuno. Non sentirti colpita.
Facciamo come dici tu, guardiamo ai risultati, all'utilità, senza guardare ai motivi reali che poi spingono alle azioni (anche se non credo che dall'ipocrisia possa nascere qualcosa di buono). Certo non trovo utile al bene dell'ambiente alimentare nuovi mercati economici basati sul consumo (i "mercati verdi") spacciandoli per ecologici. Non trovo utile per l'africa fare un live aid e gettare soldi alla cazzo per arricchire le tasche dei potenti di questa o quella nazione. Non trovo utile sostenere nello sviluppo i paesi in via di sviluppo (dovremmo calare noi e aiutiamo loro a crescere??).
Trovo utile fare ospedali e curare i feriti e i malati senza guardare la loro bandiera (emergency), trovo utile trovarsi a discutere sull'effetto dei cambiamenti climatici e su come risolverli, trovo utile fare assistenza agli anziani. Ce ne sono di cose che si possono fare, e chi dice di no!! Bisogna scegliere con prudenza però. Gli esempi dell'ambiente e del live aid mi sembrano calzanti: a volte, spinti da tutti i buoni propositi, si finisce col fare più male che bene. E questo forse è peggio che fare del bene con cattivi propositi.

 
At 6/12/07 09:38, Anonymous miusez said...

No no, non mi sento colpita. O meglio, sono sicuramente coinvolta ma mi piace discuterne.
Anch'io vado in bestia di fronte all'ipocrisia e parteggio per l'esercizio di spirito critico e selettività prima di buttarsi a pesce in iniziative, per così dire, "dubbie".
L'idea che però mi frulla da un bel po' nella testa, che soggiace a tutto quello che penso/sostengo/faccio in questo periodo e che necessariamente mi condiziona, è il forte dubbio sull'efficacia dell'essere "duri e puri". E questo tarlo che mi rosicchia le meningi mi inquieta perchè io per prima ho sempre rifiutato ogni contaminazione di ciò che ritengo indiscutibilmente giusto/sacrosanto/buono/di valore. Ma non sono più convinta che sia la strategia vincente, anche per affermare quello in cui si crede. Credo che nel mio cervello si stia collocando in un'area deputata a bussola interiore, a indispensabile riferimento morale, ma che si stia affievolendo nell'azione, laddove diventa intransigenza controproducente.
E credo che uno dei fattori di questo cambiamento risieda nell'esperienza No Dal Molin, con tutti gli annessi e connessi di fazioni divise, diverse modalità di agire, mancanza di tolleranza per le diverse sensibilità e propensione all'azione, occasioni mancate per non tradire l'"integrità" del movimento....

Ma sto decisamente andando fuori tema, scusate!
Che mene....

 
At 6/12/07 12:11, Blogger Negro said...

Alla fine ognuno fa quel che si sente, com'è giusto. Il Dal Molin non è fuori tema, assolutamente. Anzi viene a pennello: personalmente, pur condividendone gli obiettivi, mi sono un po' distaccato dal movimento No Dal Molin proprio perché le loro azioni non le sentivo più mie, non mi ci ritrovavo del tutto e spesso non le condividevo. Oltre che per i non raggirabili vincoli temporali che mi impediscono di passare qualche notte di guardia al tendone come vorrei. Sebbene forse razionalmente non sia in grado di spiegarlo del tutto, sento che c'è qualcosa nel movimento che non mi appartiene e a cui non voglio appartenere. La mia intransigenza è nell'ascoltare me stesso e fare solo quello che sento come giusto, la mia ribellione a me stesso è forzarmi a fare qualcosa anche se non lo sento appieno, per la causa. Che la strada sia nel mezzo, nell'equilibrio tra i due poli?

 
At 7/12/07 10:39, Anonymous cesko said...

trovo sempre piú spesso i vostri discorsi distruttivi e critici.

l'economia di mercato é fallita.

la democrazia rappresentativa é fallita.

il sistema imploderá.

la terra sta collassando.

eppure, ieri era un giorno di ferie, sono andato a farmi un giro in bicicletta. c'erano 20 gradi, la pista ciclabile sotto i viali alberati invitava a una velocitá tranquilla, conciliante con l'ambiente. gli alberi che iniziano a ingiallirsi, le bambine con i pattini che corrono felici. i campanelli di altre biciclette. il fiume vicino, con le anatre che si fermano durante la migrazione.
un vecchio che seduto su una panchina accarezza il proprio fedele cagnolino.
una bambina che muoveva i primi passi.
dove era il sistema che stava implodendo? dove era il sistema di libero e sfrenato mercato, nell'aria che tiepida ti accarezzava il viso mentre pedalavo tra gli alberi sevillani?

ora mi accuserete di semplicismo, di chiudere gli occhi di fronte alle tragedie del mondo. che un bambino congolese nemmeno si sogna quello che ho fatto io.

e forse é vero.

ma é sicuro che le cose si migliorano se si pensa in positivo.
pensare in negativo fa male, a voi e al mondo intero.
ci si limita a essere anarco-comunista-ambientalista, crogiolandosi nelle continue critiche a tutto e a tutti, limitandosi peró solo a questo.
predicando sempre bene, poi magari vivendo all'esatto contrario.
quante volte prendete la macchina per fare due chilometri?(2!!!!)

 
At 7/12/07 13:43, Blogger Django said...

Mai

 
At 7/12/07 17:29, Anonymous Anonymous said...

e se andassimo a farci un bagno in corea del sud? che ne dici?

 
At 7/12/07 19:59, Blogger Negro said...

Ossignore cesko...

 

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