In secondo piano
Questi giorni di bufera politica scatenata da un ormai irriconoscibile Grillo sono manna dal cielo per chi ne sa approfittare. Sono un comodo paravento mediatico dietro il quale far passare tutte le scomode notizie che tanto imbarazzano i nostri editori.
Il solito Mastella non ha perso tempo né tanto meno si è fatto pregare ed ha ordinato oggi il trasferimento del PM di Catanzaro Luigi De Magistris, reo di aver gestito la procura della città in modo "macroscopicamente inadeguato", qualunque cosa questo voglia dire.
La vera colpa di De Magistris, invece, è un'altra.
Il procuratore infatti era titolare di un'inchiesta su di un presunto comitato d’affari politico-massonico con base a San Marino per la gestione di fondi comunitari sull’asse Calabria-Bruxelles. Inchiesta questa che era giunta a scavare a fondo sugli oscuri rapporti fra criminalità organizzata e politica tanto da iscrivere nel registro degli indagati anche il premier Romano Prodi. Si lasciava presagire insomma una nuova Tangentopoli.
Il giorno stesso dell'iscrizione del presidente del consiglio, Mastella dichiara di volersi assicurare che inchieste tanto delicate siano effettuate nel pieno rispetto delle regole, ordina quindi un ispezione alla procura di Catanzaro.
Due mesi dopo (cioè oggi) ordina il trasferimento del PM con le ambigue motivazioni riportate sopra.
Facile.
Una notizia del genere, ovviamente, la si deve andare a cercare all'interno dei giornali, sfogliandoli con cura, cercando di non lasciarsi distrarre dalle intere pagine di morboso voyeurismo sull'omicidio di Garlasco o dalle disquisizioni filologiche sul "vaffanculo".
Il solito Mastella non ha perso tempo né tanto meno si è fatto pregare ed ha ordinato oggi il trasferimento del PM di Catanzaro Luigi De Magistris, reo di aver gestito la procura della città in modo "macroscopicamente inadeguato", qualunque cosa questo voglia dire.
La vera colpa di De Magistris, invece, è un'altra.
Il procuratore infatti era titolare di un'inchiesta su di un presunto comitato d’affari politico-massonico con base a San Marino per la gestione di fondi comunitari sull’asse Calabria-Bruxelles. Inchiesta questa che era giunta a scavare a fondo sugli oscuri rapporti fra criminalità organizzata e politica tanto da iscrivere nel registro degli indagati anche il premier Romano Prodi. Si lasciava presagire insomma una nuova Tangentopoli.
Il giorno stesso dell'iscrizione del presidente del consiglio, Mastella dichiara di volersi assicurare che inchieste tanto delicate siano effettuate nel pieno rispetto delle regole, ordina quindi un ispezione alla procura di Catanzaro.
Due mesi dopo (cioè oggi) ordina il trasferimento del PM con le ambigue motivazioni riportate sopra.
Facile.
Una notizia del genere, ovviamente, la si deve andare a cercare all'interno dei giornali, sfogliandoli con cura, cercando di non lasciarsi distrarre dalle intere pagine di morboso voyeurismo sull'omicidio di Garlasco o dalle disquisizioni filologiche sul "vaffanculo".



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