Schifo abalti
Tre milioni di persone a Roma non hanno fermato la partecipazione italiana alla guerra in Iraq.
Centomila e passa persone a Vicenza non fanno titubare chi vuol costruire una nuova base militare a un passo dal centro storico.
70 firme invece a volte bastano.
Gdv di oggi, pagina 11: 70 firme sono state raccolte contro i disagi provocati dalla musica del Ferrock, e l'assessore abalti corre a spostarlo, forse in Via Carpaneda (area sonica, ricordate? diomio). Ossia: l'assessore lo fa chiudere.
Come già fece col Villazza, spostato ad Altavilla, e col Cayena, spostato al Foro Boario, morti sradicati.
Il punto sulla triste situazione delle feste rock lo faceva Alessio Mannino in questo esauriente articolo pubblicato su Vicenza Più il 18 marzo 2006, con noi a far da sfondo.
Ci si potrebbe scrivere un libro, sulle feste rock, su quello che hanno significato per migliaia di ragazzi di Vicenza e provincia dalla fine degli anni 80 ad oggi. E' stata un'epopea di libertà, un incredibile fenomeno spontaneo che ci ha coinvolti tutti e che ha saziato la nostra fame di espressione e di spazi, ma anche semplicemente di intrattenimento. Aver qualcosa da fare la sera non è per nulla scontato in provincia. Da ragazzini sognavamo di salirci, un giorno, su quei palchi, a suonare il blues, l'hard rock. Non erano ancora i tempi del folk-patchanka: si andavano a sentire gli Overdrive, i Nerofumo, gli Egyptian Flowers, i gruppi erano per lo più della zona. Siamo cresciuti con i Dire Straits e Jovanotti, ma anche con loro. E' stata educazione. Ogni quartiere aveva la sua festa, era quasi una competizione a mò di palio tra contrade. Le feste rock nascono infatti legate al quartiere, come versione rinnovata e schitarrata delle sagre. Toglierle dai quartieri vuol dire ucciderle, non ci vuole un genio a capirlo.
Il Ferrock coinvolge approssimativamente 15000 persone ogni anno. Monticello Conte Otto fa più o meno 1500 abitanti. Mettiamo che alla sagra ci vadano tutti e 1500. 70 sta a 15000 come 7 sta a 1500. Immaginiamo di raccogliere 7 firme (io, mia mamma, mio papà, mio fratello, mia sorella, mia nonna, mio zio) per far spostare la sagra di paese, che tra tunz tunz e mazurke non ci permette di dormire per ben cinque sere all'anno fino a mezzanotte e anche oltre (qua sì ci vuole sforzo di fantasia :) ). Un assessore ci ascolta e propone di spostare la sagra in un parcheggio in zona industriale a Cavazzale.
Credo-spero che la comunità intera si metterebbe a ridere, ubriaca, e subito dopo lo caccerebbe a calci in culo.
Eppure le cose vanno proprio così.
In quattro giorni il comitato organizzatore del Ferrock ha raccolto 550 firme e le ha portate in comune, è facile intuire che poche settimane diventerebbero migliaia. abalti dice che "non è una questione di firme". Infatti non lo è. abalti fa politica di colore, gioca la sua stanca, vecchia partita, destra contro sinistra, ma chi se ne frega di rossi e neri, basta, ci avete rotto..
La politica alla abalti ci fa schifo, nausea, vomito, a volte orrore. Proprio come tutto il resto della politica.
I 70 hanno protestato anche contro Festambiente. Next step, next hop, next stop.



3 Comments:
hai ragione, ma non hai perfettamente ragione.
magari lo stronzo preferirebbe che passassimo le nostre serate in un centro commerciale. oppure in un bel pub birreria anonimo. oppure in una carissima discoteca. dove magari il proprietario è sostenitore del partito dello stronzo (anzi no magari, sicuro).
non credere che ci sia solo la politica di mezzo.
tre quarti dei locali vicentini fanno la fame in questi mesi, tutti vanno alle feste rock.
basta ricordare certi pienoni a spiorock, a ferrock, e ad altre feste.
ci credo che il porco impreditore cocainomane propietario di qualche birreria o discoteca si incazzi e prenda a sberle il culo rotto di abalti.
perchè si sa che sono i poteri economici a comandare la politica.
questo fa ancora più schifo del misero abalti
Beh a questo non avevo proprio pensato. Niente da dire, plausibilissimo. Come sempre in politica, segui il dinero e risolvi l'enigma.
schifo abalti
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