(W) Radio 3: folgorati sulla via di Damasco (parte terza)
Con alcuni, molti, mesi di ritardo, siamo alla terza puntata della mia personale apologia di Radio 3. I ricordi di quella giornata di cui ho qui riportato la scaletta si son fatti ormai sfumati, ma ho preso appunti.
Siamo alla perla, alla gemma da me prediletta:
ORE 18 DAMASCO
Una trasmissione che è davvero un piccolo gioiello. Ogni settimana un personaggio del mondo della cultura parla dei libri che ha amato, di come lo hanno influenzato, di come gli hanno cambiato la vita. Per ogni giorno di questa settimana egli/ella sceglie un libro e ne racconta l’intreccio con la sua esistenza, di come il libro lo ha calamitato, che suggestioni gli ha dato, cosa gli si è incrostato addosso. E’ un appassionante (per chi ama la letteratura, certo) filtrarsi di una narrazione in un’altra narrazione. Non c’è conduttore, l’ospite della settimana si presenta e comincia a raccontare, intervallato con perfetta tempistica da letture scelte del romanzo scelto, seguite da brani di musica classica. Il fatto che l’ospite cambi ogni settimana rinnova continuamente il programma e i libri di cui si parla: si va dai classici ai libri di storia, dai manuali di tattica bellica dei tempi napoleonici alla poesia, dai saggi alle biografie... La musica, al contrario di quel che si potrebbe immaginare, non ha un ruolo secondario, sembra anzi qui trovare la sua collocazione ottimale: laddove la lettura, camminando e descrivendo, conduce l’animo dell’ascoltatore, lì le note se lo prendono per ridistendere quei sentimenti appena indotti dalla voce narrante.
Quel giorno un ospite geniale, l’occhialuto e strampalato Philippe Daverio, conduttore di Passepartout la domenica su Rai 3 (tv), parlava de “L’educazione sentimentale” di Flaubert. Lo staresti ad ascoltare per ore. Ha una capacità affabulatoria esagerata, un’intelligenza rara che si fa acutissima interpretazione, sintesi, comunicazione. La sua calata nella Francia di Flaubert diventa ben presto un viaggio che attraversa la letteratura francese moderna tutta, da Zola a Baudelaire a Sartre, dagli illuministi ai veristi, dall’impegno politico alla disillusione. E la trasmissione del giorno successivo non è stata da meno: Henry Miller e la sua trilogia “Sexus”, “Plexus”, “Nexus”, il ’68, la rivoluzione dei costumi. Ce n’è da scaricarsi il podcast.
ORE 19 HOLLYWOOD PARTY
Bel programma di cinema, con ospiti sempre interessanti, registi, attori, critici. Si discute, ci sono collegamenti con i festival (da Cannes a Torino), interviste, clip dai film, colonne sonore (a proposito, oggi esce “Death proof”: il genio tarantinato ha colpito ancora nella scelta delle musiche, sentirete). Quel giorno di settembre intervista ad Inarritu sul suo ultimo lavoro, “Babel”.
A presto la quarta e ultima (davvero!) parte..
continua...



2 Comments:
ho letto bene: hollywood party? ah, quanti venerdì persi a cercare di vincere quella benedetta tessera dell'ANEC (quella dei critici, x intenderci) per andare al cinema tutto l'anno gratis... parlo del mitico Superquiz, dove bisognava indovinare 3 film: 1inglese, 1francese, 1italiano. chi indovinava l'ultimo rimanente (che si presumeva il + difficile) vinceva l'agognata tessera... x gli altri film un libro: sono pieno di libri, arg!
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