Friday, June 08, 2007

Manganelli fumanti - Parola agli ultras

Su mio invito l'amico Giulio dei Vigilantes Vicenza ha letto e commentato il post ispirato dagli eventi di Roma - Manchester, in coda al quale si è poi finiti a discutere del mondo ultras piu' in generale. Mi sembrava carino sentire anche una delle loro voci.


Ciao ragazzi, so che sto riprendendo un post che era sopito da tempo, ma siccome il buon negro me ne ha parlato venerdi sera, mi piaceva esprimere il mio parere.
Premetto che viviamo in un paese pseudo-democratico in cui, perlomeno teoricamente, tutti hanno il diritto ad esprimere la propria idea, e quindi rispetto, pur magari non condividendo, le idee di tutti.

Cose da dire ne avrei tantissime, come ne hanno una caterva da dire tutti gli ultras d'Italia da ormai anni a questa parte ed a maggior ragione dopo gli ultimi mesi in cui si è montata una campgana mediatica ad arte tipica della nostra italietta, con il solito meccanismo per cui la stampa asservita al potere crea dei casi mediatici, costruisce la rilevanza di un fenoneno e spinge il nostro (anzi il loro, visto che non mi sento rappresentato) sistema politico ad emanare leggi su leggi, promulgate sull'ondata e l'impeto emotivo dato dai fatti, senza una minima comprensione di un fenomeno complessissimi, su cui si parla, si studia e si dibatte da decenni.

Tanto per cambiare a me il tutto ha schifato, abbiamo come sempre assistito ad un coro unanime di voci in cui tutti esprimono la stessa opinione, senza alcuna voce capace di esprimere un parere fuori dal coro.
La cosa che agli ultras italiani da fastidio (ma vi garantisco che ormai ci hanno fatto il callo e non ci provano forse nemmeno più) è l'assoluta ignoranza che regna sul fenomeno che, volenti o nolenti, per tantissimi motivi, rappresenta il fenomeno d'aggregazione più importante in Italia da quarant'anni a questa parte, ovvero il popolo delle curve.
Tutti voi, come è ovvio che sia, giudicando dall'esterno siete vittime del sistema mediatico e dell'informazione che passa purtroppo, come lo siamo per qualsiasi fenomeno, dato che non esiste in Italia, come nella maggior parte dei paesi di questo mondo, un sistema realmente libero.
L'informazione che vi passa è sempre distorta (piano, non ho detto falsa o errata, ma fortemente parziale e d parte). Ammiro il Negro perchè da persona intelligente qual è potrà forse dire a tutti voi come, avendo perlomeno in parte avuto a che fare, puo forse esprimere un parere un po diverso da quello che forse aveva prima, e vi dico anche che son sicuro che tuttora conosce forse l'1% di questo sfaccettato movimento, pieno di valori, di ideali e di modi di vivere cosi comoplessi.
Non voglio stare qua a descrivervi, a raccontarvi cosa l'ultras è, anche perchè non ne esiste una definizione univoca, dato che è un fenomeno spontaneista x eccellenza,
ma vi assicuro che è molto più complesso di quanto voi crediate, per me è di un fascino incredibile, come lo è per migliaia di ragazzi in Italia, di tantissime curve.
Mi piacerebbe sapere quali sono, per tutti voi, gli aggettivi che prima vi vengono in mente per descrivere questi "animali". Son sicuro che sarebbero totalmente diversi dai miei :).
Per ora chiudo, dopo avervi tediato, dicendomi che per me ultras è poesia, ardore, perseveranza, amicizia, ideali forti e romantici, passione, aggregazione, confronto (anche fisico certo), utopia, anacronismo, compattezza.
Chiudo con un cavallo di battaglia degli ultras baresi da tanti anni:
"Onora la tua città, difendine i colori".

Vivo ultras perchè amo la mia città

Il vostro polemico Giulio :)


PS by Negro: come, neanche tu ti senti rappresentato dalla democrazia rappresentativa? ;)

11 Comments:

At 8/6/07 19:15, Blogger Django said...

Scusami Giulio ma il tuo post non ha molto senso. Ti sei limitato a dire che la visione che abbiamo tutti noi degli ultras è distorta dall'informazione pubblica e fin qua ti posso dare ragione. Ma allora qual'è la visione giusta? Questo non lo dici. Non mi sembra un gran difesa.

 
At 10/6/07 13:00, Anonymous cesko said...

se rileggi ha detto che non è facile spiegarla in poche parole.
sono quelle cose che se non le vivi non le potrai capire, a parole.
come un orgasmo.

 
At 10/6/07 13:11, Blogger Django said...

un po' facile come scusa...

 
At 16/6/07 20:43, Anonymous Anonymous said...

ecchime tosi..

mah..volendo se ne potrebbe discutere all'infinito.. Cesko ha detto una cosa molto azzeccata in poche parole..
Non basterebbero libri di centinaia di pagine per spiegare e rappresentare per iscritto un fenomeno così complesso.
Sicuramente non sarò io a descrivertelo in modo certamente limitante su un blog.
Quello che a me, come a tanti altri, da fastidio è che la gente sia sempre brava a sputare sentenze, emettere giudizi su fenomeni particolarmente complessi, senza avere una minima cognizione di cosa si sta trattando. Ma questo si sa, è lo sport preferito dalla nostra italietta (volutamente minuscola).
Vuoi avere qualche precisazione in più? Forse davanti a qualche birretta, con la lingua che mi si scioglie e se hai pazienza di ascoltarmi per ore e ore.. se ne può parlare :)
Ripeto resta uno dei pochi movimenti di aggregazione che cerca disperatamente di non omologarsi, di portare alti i propri ideali, i propri valori, in barba a decreti repressivi uno dopo l'altro. Che cerca di distinguersi; guarda per me è qualcosa di anacronistico al giorno d'oggi, romantico, che cerca di rimanere in piedi nonostante la totale avvesrsione dell'opinione pubblica, della stampa, delle istituzioni, ecc...
Un movimento libero, che si ispira alle sue idee, ai suoi valori che sono talmente forti che non potranno mai essere scalfiti.
Perlomeno i ricordi, le parole, i fatti non li possono diffidare... a buon intenditor..

P.S. per favore cerchiamo di smetterla con la favoletta che allo stadio non si pagano i reati, perchè ormai da una decina d'anni tutti i reati compiuti alo stadio sono giudicati forse al doppio della gravità di un simile reato compiuto extra manifestazione sportiva.

Aggiungo stavolta un altro paio di vecchi striscioni piuttosto in voga nelle curve italiane fino a pochi anni fa:
1 Libero cittadino? No ultras!
2 Oggi leggi speciali x gli ultrà, domani per tutta la città.

 
At 20/6/07 23:01, Anonymous Anonymous said...

Scusate, dimenticavo, questo link per chi non conosce il significato del rispetto che lega gli ultras italiani, aldilà dei colori, per la condivisione di stessi valori.

Manifestazione a Brescia l'anno scorso per Paolo (io ero presente peraltro). C'è qualcuno che sa chi è Paolo di Brescia qua?

eccovi il link comunque:

http://it.youtube.com/watch?v=EZBSD0SszK0&mode=related&search=


Giulio

 
At 20/6/07 23:02, Anonymous Anonymous said...

ostia non viene fuori tutto insieme il link marco?

provo a metetrlo a pezzi, unitelo ovviamente:

http://it.youtube.com/watch?v=
EZBSD0SszK0&mode=related&search=

 
At 20/6/07 23:49, Blogger Negro said...

Ecco fatto:

Manifestazione a Brescia

Scusa ma x i link qua non è proprio semplice

 
At 1/7/07 16:17, Anonymous Anonymous said...

Ciao neggher, gheto da un ocio al video almanco ti? Ho visto che è spezzato in tre pezzi su youtube. Che ne pensi?

Ave..

Julius

 
At 3/7/07 13:06, Blogger Negro said...

Beh quello che penso l'avevo già detto nei commenti all'altro post. Che altro dire?

Forse non ho detto che l'aspetto che mi piace di più del mondo ultras è quello di critica forte e intransigente al sistema economico-politico-sociale. Il "no al sabato" è in fine un urlo contro la mercificazione dell'umanità.

E che quello che mi piace di meno è la forma branco, per cui se è vero che il movimento nel suo complesso è variegato, è vero anche che all'interno del suo singolo gruppo l'individuo si omologa.

Ah, tu dici che i reati nel mondo ultras si pagano. Io dico invece che qua a Vicenza si pagano sì, e pure troppo, ma a Napoli, Salerno, Catania non mi sembra proprio. Chi dovrebbe davvero pagare non paga mai. Prendo ad esempio gli ultras napoletani, che fanno esattamente quel cazzo che vogliono non solo nel loro stadio ma negli stadi di tutta italia. Si va dall'entrare alla partita senza mai un biglietto al pestare la polizia, dal lanciare petardi in campo al lanciare bombe carta fuori, dal portarsi appresso coltelli all'usarli. Tutto nella più totale immunità.

PS: mi son licenziato da steward. Sta diventando troppo pesante la situazione. Già, non solo i tifosi, pure gli steward li vorrebbero belli lobotomizzati. Peggio per loro.

 
At 3/7/07 21:06, Anonymous Anonymous said...

bene,
la prix volta in compagnia di qualche birretta si potrà filosofeggiare con più calma. Comunque hai individuato alcune delle tematiche che sono meno valorizzate e più insite nel movimento, Lotta che non è solo al mondo del calcio in sè ma al sistema sociale che vige al giorno oggi, in cui tutti siamo resi dei meri esecutori della volontà altrui, senza spazio per l'individualità, un sistema che xi vuole tutti piatti ed amorfi. Ecco l'ultras ha nel suo dna il ribellarsi a queste imposizioni, di lotta alla repressione scriteriata e senza logica. Di affermazione ddi valori forti che in gran parte della società odierna si stanno perdendo.
Per quanto rigiarda il tuo accenno a Napoli concordo, ma bisogna sottolineare che il discorso allora è molto più complesso, perchè non si tratta di quanto pesano i reatida stadio (che, ribadisco, sono valutati in modo molto peggiore di qualsivoglia altro pari reato), ma di come qualsiasi reato venga sanzionato e fatto pagare in certe piazze del sud (lasciamo fuori razzismo e cagate simili). Non è questione di stadio allora, è questione che tutti i reati in una parte del paese ed in un altra sono "valutati diversamente". Per non aggiungere poi il fatto che in certe piazze italiane credo abbiano problemi molto più gravi degli ultras da gestire. Qui da noi, nel tranquillo nord-estm sono invece una piaga da estirpare, un male assoluto da combattere, più di pedofili, delinquenti, strozzini e stupratori.
Ultras mai domi
un abbraccio

 
At 4/7/07 09:47, Blogger Negro said...

Sì, credo che generalizzare il discorso sul sud sia giusto. Non è questione di razzismo. E' che là le cose proprio non vanno e pare impossibile farle andare.

 

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