Intervista a Nico Rossi - 2 e fine
Pubblico la seconda domanda dell'intervista a Nico Rossi, che è, in realtà, una risposta alla sua prima risposta. Non sono un giornalista, posso permettermelo. Per contestualizzare, gliela spedii il 9 febbraio 2007, un paio di settimane prima della crisi di governo causata dal voto al senato sulla politica estera. La domanda, dopo quattro mesi, non ha avuto risposta, ma giustifico il buon Nico, è molto impegnato: deve costruire il Partito Democratico :)
DOMANDA 2:
Brevemente, riguardo il mio gesto, le rispondo che, quando ci si sente drammaticamente presi in giro da quegli stessi per cui ci si è battuti e spesi, ci si convince che un'azione di protesta come questa sia decisamente più utile, almeno alla riflessione, di cento voti buttati. Di votare dall'altra parte chiaramente non si parla. Ma non è questo il motivo principale per cui l'ho fatto. Noi elettori vogliamo far contare la nostra voce. Così, come gli operai scioperano e i consumatori boicottano, gli elettori possono togliere il loro voto. Se tanti e uniti, si può ottenere qualcosa. Non è un gesto di arrendevolezza, al contrario è il gesto disperato di chi vuole continuare a lottare. Forse non avrà successo, ma ci si prova. Passiamo alla seconda domanda. Dalle sue parole è chiara la concezione realista e riformista del suo modo di vedere la politica. Piccoli pazienti passetti per raggiungere l'obiettivo senza perdere pezzi per strada. Personalmente ho l'impressione che i passetti siano così piccoli, o comunque bilanciati da altri contromano, da non portare a nulla. Ne abbiamo esempi nel calcio e nell'ecologia: si deve arrivare al punto di non ritorno per avere la forza di cambiare. Credo anche che la realpolitik sia la morte della politica nell'accezione sana e igenua con cui noi tutti almeno una volta, almeno in giovinezza, l'abbiamo intesa. Come può un giovane appassionarsi a un discorso politico dal quale le idee e i valori escono quasi sempre sconfitti? Senza slanci, senza coraggio, senza onestà? Le cito una frase di Bakunin: "È ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo."
Non conosco benissimo la situazione spagnola, ma mi sembra che l'energia e il coraggio di Zapatero appassionino e coinvolgano i cittadini: la cattolica Spagna sta con lui, che da un giorno all'altro ha ritirato le truppe dall'Iraq in barba a Bush e allo spauracchio di perdere credibilità internazionale. Siamo sicuri che il governo perderebbe eventuali elezioni se sfoderasse queste qualità? Non è che la paura di perdere che gli impedisce di rischiare lo porterà a perdere davvero?
PS: siamo del tutto sinceri: una forma di risposta Nico me l'ha data. Contenuta in due lettere aperte, una a sua firma, indirizzata a Prodi e Rutelli, e una di Achille Variati, che il prof mi ha spedito il 14 febbraio. Ancora per contestualizzare, subito dopo la discussa partecipazione dello stesso Variati con Casarini alla trasmissione di Lucia Annunziata. Eccole a voi:
Lettera aperta di Nico Rossi a Romano Prodi e Francesco Rutelli
Lettera aperta di Achille Variati - alle Amiche e agli Amici della Margherita vicentina



7 Comments:
Ho riletto le due lettere aperte e mi sono rituffato nel clima della manifestazione di febbraio... ero appena arrivato a Trinidad, ma ero ancora elettrizzato dal clima di partecipazione che avevo respirato in città, dopo quella bella serata sui binari del treno...
Adesso rileggo Nico e Variati... belle parole, ma cosa è cambiato?
Qualche manifestazione... per altro ben pensata, come quella di Trento... Prodi continua a fare figure di merda sull'argomento, ma nessuno si smuove di un millimentro... anzi, la notizia del 14 giugno è che si procede... nìente VIA, niente niente... avanti con l'impegno del governo italiano.
Tutta la storia del Dal Molin fa vomitare e non vi nascondo che me la sogno pure di notte (presto un post sul mio blog). Sono convinto che questa base deciderà il futuro della nostra città... e non lo vedo bene. Stimo tutti quelli che si stanno battendo contro "moderatamente", ma sono sempre più disilluso. Io, moderato quanto Nico, mi sto rompendo il c. e comincio a realizzare che i piccoli passetti moderati, almeno per questa storia, non servono proprio a niente. Sarò troppo pessimista?
Pure io mi son sognato il Dal Molin e il presidio, proprio l'altra notte! C'erano trombe d'aria che mettevano in pericolo tende e tendoni..
Per quel che mi riguarda son moderato nei modi, con eccezione per lessico e tono di qualche post, ma non nelle idee. Ossia: non mi piacciono iniziative come la presa della basilica palladiana, non mi ci riconosco, e nemmeno nel tono urlato-isterico della Bottene davanti a prodi a Trento, ma nei contenuti sono estremo quanto e piu' di loro (estremo ovviamente secondo l'assurda accezione corrente per cui chi e' favorevole a interventi militari di guerra in paesi stranieri e' moderato mentre chi si oppone e' estremista). Infatti la Bottene, sempre a Trento, ha avuto la bella idea di iniziare il suo intervento dicendo (ora non ricordo le parole esatte) che non si trattava di una questione di principio ma di una questione concreta, locale, urbanistica, ambientale. La scuso con la comprensibile emozione del momento, ma credo dovesse dire l'opposto: ci sono si' importanti ragioni urbanistiche e ambientali per opporsi al progetto, ma molto molto piu' importanti sono quelle ideologiche di rifiuto delle basi americane di guerra e della guerra (offensiva) in se'. Il Dal Molin riguarda il mondo, riguarda l'Italia, solo in ultimo luogo Vicenza. Siamo ad un altro livello rispetto alla proteste valsusine per la Tav o campane per i rifiuti. Se non si fa passare questo ovviamente la battaglia e' persa.
la mia fiducia nel sistema politico si è ridimensionata parecchio, negli ultimi anni.
a destra ci sono pagliacci fascisti, a centrodestra meschini e ipocriti che urlano alla famiglia e poi divorziano tranquillamente una due tre volte, che se ne infischiano delle istituzioni e sperano solo di farsi i propri interessi.
nel centro ci sono persone ancora più schifose, nè carne nè pesce, solo pronte a sedersi sulla poltrona di turno. di qualsiasi governo.l'importante è la poltrona. basta spostare una chiappa e sei a sinistra. ne sposti un'altra e sei a destra. rimane che ti si apre il buco del culo, ma questo per loro non è un problema.cagheranno meglio tutto quello che riescono a mangiare...
nel centrosinistra ci sono persone ancora peggiori di tutte le altre. fanno la faccia delle persone oneste, per bene, serie e con una morale ben precisa. in realtà sono degli ipocriti indecenti, bravi solo a dire che sanno governare per il bene dell'italia e che loro sono i migliori di tutti. totalmente incapaci di essere coerenti con quello che dicono. doppiogiochisti schifosi, si appoggiano a un rigore morale che era del defunto pci, richiamandosi ad esso, ma nella realtà fanno i loro sporchi giochi di potere forse peggio del centro destra.le ultime notizie confermano quello che dico.
e infine rimane la sinistra. che veramente fanno ridere per la loro ipocrisia enorme. urlano di essere i difensori dei deboli, e poi non sanno fare altro che dire no. no a tutto. non si rendono conto di come sta girando il mondo. fanno pena. ma tagliati i capelli e inizia a governare come si deve. mi verrebbe da dire. nel senso che sono al governo ma vanno in piazza a manifestare contro di esso. vergognatevi. pagliacci.
in italia altro che mani pulite. servirebbe una guerra.
una ripulita totale del sistema politico. gente onesta e seria.
gente capace. gente che non lo faccia per soldi, ma perchè si riconosce al comando di una nazione che deve essere governata. a nome di tutti. in nome della legge.
Prima o poi moriranno sti bastardi...
ma la nuova classe politica sara' migliore? Se guardo a Vicenza, ragazzi tipo Zocca e Bonafede... sono dei mercenari tanto quanto... e non contano un cazzo... chi sono i volti nuovi a Roma?... Veltroni &Co?
Cesko, quando scendi in campo tu?
Speremo de no va la!
Noto sulla prima pagina del Corriere di ieri un fondo di Dario Di Vico sul centro sinistra che chiude esattamente come si conclude la mia domanda due:
"Solo chi si espone al rischio di perdere alla fine vince davvero"
sempre sul corriere ricordo un articolo in cui si diceva come fosse indispensabile un confronto anche serrato tra eventuali candidati segretari del pd, e non un'investitura semplice.
la concorrenza, il mettersi in discussione, il dibattito, rafforza enormemente la figura politica di un uomo. puó perdere, chiaro, ma se vince è il vincitore, non il semplice segretario.
quello che manca alla politica italiana. il mettersi in discussione, il gareggiare.
se pensiamo alla francia, sarkozy ha dovuto combattere contro la sfiducia di chirac. ha vinto ed ora è un leader fortissimo.
lo stasso vale per la royal. ha combattutto tenaciemente contro i vecchi del partito socialista francese. ha perso le elezioni, ma la sua immagine ora è il simbolo del nuovo socialismo francese, ha battutto i suoi antagonisti interni ed ora è lei che guida il partito.
in italia ce lo possiamo scordar, sia a destra che a sinistra. berlusconi non cederà mai. mai.
dovesse morire in parlamento.
a sinistra sono i segretari a decidere. ora sembra che lancino veltroni, perchè i sondaggi non danno alternative. ma con chi dovrà vedersela? con nessuno. una battaglia già vinta, e per questo inutile. invece una bella lotta a suon di programmi e idee tra veltroni e bersani, tra franceschini e letta, sarebbe vitale per la nascita del partito democratico. chi ne uscirebbe vincitore avrebbe la leadership rinforzata e inoltre il partito stesso ne gioverebbe per il confronto di idee, il dibattito. anche perchè chi perde poi entra nel governo, non è che va a fare il postino.e quindi comunque si ha già un serratto confronto di progetti.
nell'estrema sinistra lasciamo perdere. quattro cani scolti.
giordano, il gattino di bertinotti, ora è stato delegato dal padrone a urlare. e sembra che lo faccia in continuazione.
pensate che sarebbe una sinistra unita con un segretario giovane (e nuovo)che venisse fuori da un'elezione diretta, dopo un serrato confronto di idee tra il culattone-ignorante pecoraro scanio, l'ottuso marxista diliberto e il gattino che soffia giordano?
non voglio pensarci. mi fa star male.
come vedi negro sono convinto anchio che il mettersi in discussione sia vitale per la democrazia.
indispensabile.
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