Manganelli fumanti
Accuse inglesi alla polizia di Roma
Stramaledettamente d'accordo con gli inglesi: ho visto immagini che parlavano chiaro, celerini esagitati che si accanivano a manganellate sui corpi di inglesi immobili, accasciati a terra. Qualunque provocazione ci fosse stata da parte degli ultras la reazione è stata esagerata. Tutte le armi son stupide, ma trovo che il manganello lo sia in particolare, è cieco, colpisce indiscriminatamente, ripetutamente, ostinatamente. Scene del genere ne ho viste anche dal vivo purtroppo, vedi carica della polizia agli ultras del Verona lo scorso autunno: certo, un gruppo di loro appena sceso dal pullman ha scatenato la gazzara, ma che senso aveva manganellare tutti, ragazze comprese?? Non mi convinceranno mai che è l'unico metodo..



15 Comments:
....vedi violenza, porta solo altra, gratuita, violenza....
Non tutta la violenza è uguale. La violenza per sopraffare è una cosa, le scazzottate giocose tra amici un'altra.. Questo volevo dire in nostro passato colloquio. Per tutti i mammiferi carnivori il gioco dei piccoli è la lotta, così per i cuccioli di uomo. Come non dimenticarsi le grandiose battaglie di wrestling alle scuole elementari? Gli interminabili pomeriggi passati da Lucio a giocare a "mani in alto", armati di colt, mitragliatori, coltelli e ogni genere di arma giocattolo? Nessuno di noi è diventato criminale, anzi mi sembra che siamo tutti non violenti, nel senso di contrari alla violenza come metodo per imporre le proprie ragioni. Quindi contrari alla guerra, alla sopraffazioni, alle minacce, alla logica del più forte. Ma c'è una quota di violenza, in ognuno di noi, che va sfogata. Per questo esistono il punk, il metal, il rock e il rock 'n' roll. Il braccio di ferro, il pugilato, il teak won doo, lo sport in genere. Che cosa sono infatti il rugby, il calcio, la pallanuoto, se non simulazioni di battaglie? E il tiro con l'arco, il lancio del giavellotto, non sono forse le prove di abilità di un guerriero che nel quotidiano è, deve essere, sopito?
Parlando di tifosi, la vera filosofia dell'ultras sarebbe questa: sane scazzottate tra gruppi che richiamano i branchi, con regole e codici ben precisi (assolutamente vietati i coltelli e le armi in genarale), come una battaglia. Come uno sport. Rispettandosi e alla fine magari bevendosi una birra assieme alla faccia dell'occhio nero. Filosofia non rispettata da tutti e da tutte le tifoserie purtroppo (chi non la rispetta nel loro gergo viene tacciato di "infamia"). Si potrà essere d'accordo o meno, io di certo mai e poi mai mi unirei a gruppi del genere, ché preferisco passare direttamente alla birra, tuttavia trovo l'ultras assai meno ipocrita di tutte quelle persone che si scagliano contro la violenza e poi alla prova dei fatti ne fanno uso quotidiano per imporsi a casa, in famiglia, sul lavoro. Violenza che non è solo fisica ma anche e soprattutto verbale, psicologica, pericolosa quanto più è subdola, devastante quanto più è mimetizzata.
Neanche a me riusciranno mai a convincere che gli sbirri siano dei santi tutori dell'ordine. Lavorandoci a fianco pure io devo purtroppo confermare che la maggioranza di loro agogna, quasi spera, lo scontro. Ne ho sentiti troppi di sbirri vantarsi con i camerata delle manganellate inflitte agli ultras.
Di contro però nessuno riuscirà mai a convincermi che gli stessi ultras siano dei novelli cavallerizzi, che dopo essersi sfidati singolar tenzone, vadano a brindare insieme all'onore mantenuto. Vicenza e la sua tifoseria sono purtroppo un'isola felice.
La maggioranza delle tifoserie può essere paragonata senza esagerazione ad uno zoo.
Condivido in pieno invece i distinguo del Negro sulla violenza... Quand'è che facciamo a pugni Negraccio?
ma scusa negro, perchè gli ultras decidono di praticare il loro "sport" come tu lo chiami dopo una partita, in mezzo alla gente, per le strade, in un modo e in un contesto che essendo pubblico è impossibile che non coinvolga gente che di "darsi" cosi non ci pensa nemmeno..perchè non si affittano un capannone, montano un maxischermo con le immagini del derby e giocano li a pestarsi, se ne hanno bisogno e se si tratta solo di gioco(ma ne dubito..)..boh..non mi convince molto la tua spiegazione..in più a me pare che la maggior parte dei gruppi ultras sia composta da infami, il solo scagliarsi in venti contro uno è da infami, e in più parlado come uno che assiste al fenomeno da fuori, mi sa che all'interno di ogni gruppo stesso c'è chi è armato..boh, magari solo per sentirsi più al sicuro nell'eventualità di trovarsi in venti contro uno e lui è l'uno..boh..ma, non possono sfogarsi scegliendo uno sport qualsiasi dalla lista che ci hai presentato?? no è di sicuro una questione di necessità di sfogarsi..inoltre io non ho mai sentito parlare di gruppi ultras che prima se le danno e poii si vanno a bere una birr insieme, e nemmeno dell'esistenza di questa logica..chissà..mi suonano un bel po strane le frasi: "sana scazzottata" e "rispetto , con egole e codici ben precisi.."..qua in italia non è di certo cosi..ma nemmeno in giro per il mondo secondo me..c'è il rischio che si facciano male davvero..e non solo un occhio nero o un naso rotto..e capita già!
sarò impopolare, ma viste le patologie ad alta virulenza che affliggono il calcio in tutte le sue componenti (dirigenze, giocatori, tifoserie, garanti dell'ordine pubblico, ecc...) e a tutti i livelli (ho visto pestaggi in csi...), secondo me andrebbe azzerato. per poi ripartire da capo.
sarà la solita banalità, ma è l'unico sport in cui si verificano questi episodi, almeno con tale frequenza e tale esasperazione.
nel calcio non esiste più alcuna cultura sportiva.
fa schifo.
con tutto il rispetto per chi lo pratica e lo segue animato da passione e obiettivi "sani"...
Allora. Io ho parlato di filosofia dell'ultras al condizionale. E' vero molti sono teppisti, nazi o rossi o senza colore, comunque violenti idioti che non capiscono la differenza tra una parola e l'altra. Questi meritano solo il carcere. Però, lavorando a stretto contatto con le "temibili" tifoserie di tutta Italia, posso dire che:
1- l'immagine che passa la tv del mondo ultras è spesso distorta, e come al solito sono gli eventi più eclatanti a fare notizia. Posso dire senza timore di smentite che l'opinione pubblica ha un'immagine creata ad arte degli ultras, come ce l'ha dei no-global, come ce l'ha dei no-dal-molin;
2 - il 90% dei tifosi che giunge al Menti in trasferta è solo gente che ha voglia di divertirsi, stare insieme e ubricarsi come squali; poi alcuni sì, se capita la scazzottata non si tirano indietro;
3- esistono, come anticipavo, tifoserie composte da belve, teppisti, gente che lancia petardi con lo scopo di ferire: sono la minoranza. I teppisti andrebbero arrestati. Ci sono filmati che li inchiodano. Perché ciò non succede mai? Perché sono sempre le solite tifoserie ad essere lasciate libere di scorrazzare a far danni? Colpa dell'ultras che va a tifare al Menti o colpa di società e politici collusi? L'idiota di Amato che tanto si è fatto bello col decreto anticalcio è lo stesso che ha concesso le deroghe per giocare in condizioni di insicurezza fino alla morte del poliziotto. Decreto antiviolenza che comunque, nei fatti, è anche contro il tifo, visto che contiene provvedimenti assurdi come il divieto di portare tamburi allo stadio e cose del genere;
4- Le scazzottate che descrivo succedono veramente, e non ne parlano i giornali perché alla fine, appunto, non succede niente. Se volete aneddoti a riguardo chiedete al conte Giulio: farete la sua felicità e ridereste pure un bel pò (anche perché se le va sempre a prendere, il nobile).
La ricetta per uscire dal casino è semplice. Regole chiare e farle rispettare. Chi sgarra paga. Ma poiché questa legge non è rispettata in Italia a nessun livello, anzi più in alto si va più è probabile che a sgarrare la si faccia franca, non si vede perché ciò dovrebbe funzionare con la violenza nel calcio. E infatti non funziona. Si fa di tutta l'erba un fascio per la durata di tempo immediatamente successiva ai fatti, giusto per cavalcare l'onda emotiva mediatica e cavarci qualche voto, e poi tutto come prima.
d'accordo su tutto: sui meccanismi mediatici che fanno la notizia e la cavalcano, sull'impunità generalmente diffusa in Italia in ogni ambito e, per il resto, ti dò fiducia perchè ne sai più di me.
quello che trovo aberrante è che il GIOCO del calcio costituisca una sorta di terra di nessuno, dove chi è già potenzialmente violento (teppista, vandalo, fai tu) si deresponsabilizza completamente e trova sfogo come in pochi altri spazi.
alla base c'è un problema di pregnanza eccessiva, di importanza esasperata che si attribuisce al contesto (comprovata dal numero di interventi che stiamo dedicando al tema...).
l'incolumità di una persona, per non parlare della sua vita, vale decisamente di più di qualsiasi passione possa sprigionarsi da 22 ignoranti che corrono dietro a un pallone. ma dentro ad uno stadio lo si dimentica come dopo una lobotomia...
Chiudo il discorso con una frase di Pavese tra le mie preferite:
Il sesso, l'alcool, il sangue.
I tre momenti dionisiaci della vita umana: non si sfugge, l'uno o l'altro.
Notato che l'alcool non manca loro, che la violenza ultras vada a coprire qualche altra carenza? ;)
Ecco non potevi dire questo e basta? Mettevi d'accordo tutti!!!
Scherzo cucciolo :)
la filosofia che pregna l'impegno di un ultras è stata ben spiegata dal negro.
in inghilterra, patria del tifo violento, i tifosi si ritrovano in posti ben precisi prima della gara o dopo a pestarsi come dio comanda.
come vedi toni, sono meglio organizzati di noi anche in questo.
e si pestano duramente, e qualche volta ci scappa il morto. dopo ovviamente non vanno a bersi una birra assieme(in questo negro sbagli), ma solitamente arriva la polizia a disperdere la rissa, perche qualche passante zelante ha avuto la giusta idea di chiamarla.
rispondo ora a cesca: capisco come chi non viva il calcio non lo possa comprendere.
una partita rappresenta una battaglia. diciamo che rimane una delle tradizioni medioevali che permane nella nostra società: l'incontro tra due squadre di due città rappresenta la guerra tra due villaggi, lo scontro tra due città. ci si odia solo perchè si è diversi, di posti diversi, perchè si parla diversamente.
nei secoli passati di guerre tra città ne capitavano continuamente, magari non le si studia perchè irrilevanti, ma ci sono sempre state. e la gente non si pestava come ora, si scannava come in macelleria.
ora ci siamo evoluti: abbiamo spostato l'odio nel campo calcistico, personalizzando la squadra della città come rappresentante di tutti noi, come fosse noi. per questo solitamente se in una città ci sono più squadre queste fanno riferimento a tifoserie di classi sociali diverse (non si sceglie una squadra per il colore della maglia, ma per cosa rappresenta).
ora non voglio giustificare la violenza, però credo che capirla sia un passo fondamentale per superarla.
sicuramente conosco meno di voi il mondo del calcio, ma rimango ferma nell'opinione che associare i termini "evoluti" e "campo calcistico" sia quantomai azzardato! Non me ne volere, cesko...
A parte gli scherzi, forse quello che più mi respinge di questa discussione è il teorizzare la necessità di esistenza, in qualsivoglia ambito sociale, di uno spazio di sfogo violento. Che da noi e in molti altri Paesi (perlopiù occidentali e "latini") si concretizza nel calcio, mentre altrove assume altre forme.
Sono perplessa...
Sicuro che c'è bisogno di tirar fuori l'aggressività!! Animali siamo! Si tratta di capire come. Diciamo che ci sono sfoghi che causano danni a sé o agli altri e sfoghi che al contrario incanalano la violenza in forme che possono essere fortemente positive/propositive. L'arte può essere una forma strepitosa di sfogo della violenza. Lo sport scarica le tensioni e l'aggressività accumulate durante la giornata. Una bella corsa o una suonata di batteria sono certamente buoni metodi. Chi non si sfoga mai è un REPRESSO. Un uomo che ha soffocato una parte di sé: impresa che può riuscire come no, nel qual caso la violenza può saltar fuori incontrollata in mille forme o modi diversi, a partire dallo sclero verbale che ci tocca subire a casa o in ufficio per arrivare alla strage di Erba o all'omicidio di Cogne, passando per le migliaia di altri casi di violenza domestica/condominiale che si verificano ogni anno in Italia.
Una società che nasconde e soffoca ogni tipo di violenza non è, a mio parere, umana. Ce l'ho con tutti quei moralisti che si scagliano contro i film violenti, i testi violenti, i videogiochi violenti. Grazie al cielo, invece, ci sono Eminem, Quentin Tarantino, Mortal Kombat!!! Perché, proprio per citare Tarantino, "non credo che un ragazzo che guarda film violenti possa diventare un adulto violento. Al massimo, diventerà un regista di film violenti."
....non centrerà molto ciò che dico ma ora come ora vorrei essere uomo per darmi a pugni con un mio caro amico, sfogarci scherzosamente delle nostre incomprensioni e poi....poi andarci a bere una fottuta birra nel bar dietro l'angolo :( ....
sicuramente a noi donne manca questa mentalità a volte utile per vivere meglio tra noi!
Ciao ragazzi, so che sto riprendendo un post che era sopito da tempo, ma siccome il buon negro me ne ha parlato venerdi sera, mi piaceva esprimere il mio parere.
Premetto che viviamo in un paese pseudo-democratico in cui, perlomeno teoricamente, tutti hanno il diritto ad esprimere la propria idea, e quindi rispetto, pur magari non condividendo, le idee di tutti.
Cose da dire ne avrei tantissime, come ne hanno una caterva da dire tutti gli ultras d'Italia da ormai anni a questa parte ed a maggior ragione dopo gli ultimi mesi in cui si è montata una campgana mediatica ad arte tipica della nostra italietta, con il solito meccanismo per cui la stampa asservita al potere crea dei casi mediatici, costruisce la rilevanza di un fenoneno e spinge il nostro (anzi il loro, visto che non mi sento rappresentato) sistema politico ad emanare leggi su leggi, promulgate sull'ondata e l'impeto emotivo dato dai fatt, senza una minima comprensione di un fenomeno complessissimi, su cui si parla, si studia e si dibatte da decenni.
Tanto per cambiare a me il tutto ha schifato, abbiamo come sempre assistito ad un coro unanime di voci in cui tutti esprimono la stessa opinione, senza alcuna voce capace di esprimere un parere fuori dal coro.
La cosa che agli ultras italiani da fastidio (ma vi garantisco che ormai ci hanno fatto il callo e non ci provano forse nemmeno più) è l'assoluta ignoranza che regna sul fenomeno che, volenti o nolenti, per tantissimi motivi, rappresenta il fenomeno d'aggregazione più importante in Italia da quarant'anni a questa parte, ovvero il popolo delle curve.
Tutti voi, come è ovvio che sia, giudicando dall'esterno siete vittime del sistema mediatico e dell'informazione che passa purtroppo, come lo siamo per qualsiasi fenomeno, dato che non esiste in Italia, come nella maggior parte dei paesi di questo mondo, un sistema realmente libero.
L'informazione che vi passa è sempre distorta (piano, non ho detto falsa o errata, ma fortemente parziale e d parte). Ammiro il Negro perchè da persona intelligente qual è potrà forse dire a tutti voi come, avendo perlomeno in parte avuto a che fare, puo forse esprimere un parere un po diverso da quello che forse aveva prima, e vi dico anche che son sicuro che tuttora conosce forse l'1% di questo sfaccettato movimento, pieno di valori, di ideali e di modi di vivere cosi comoplessi.
Non voglio stare qua a descrivervi, a raccontarvi cosa l'ultras è, anche perchè non ne esiste una definizione univoca, dato che è un fenomeno spontaneista x eccellenza,
ma vi assicuro che è molto più complesso di quanto voi crediate, per me è di un fascino incredibile, come lo è per migliaia di ragazzi in Italia, di tantissime curve.
Mi piacerebbe sapere quali sono, per tutti voi, gli aggettivi che prima vi vengono in mente per descrivere questi "animali". Son sicuro che sarebbero totalmente diversi dai miei :).
Per ora chiudo, dopo avervi tediato, dicendomi che per me ultras è poesia, ardore, perseveranzxa, amicizia, ideali forti e romantici, passione, aggregazione, confronto (anche fisico certo), utopia, anacronismo, compattezza.
Chiudo con un cavallo di battaglia degli ultras baresi da tanti anni:
"Onora la tua città, difendine i colori".
Vivo ultras perchè amo la mia città
Il vostro polemico Giulio :)
La discussione continua qua
<< Home