Tuesday, April 10, 2007

Aroma intenso...

Author: Tony (accesi/fumosi)

Una moda è uno stato di passaggio..è un “come” che caratterizza, ma che lo fa solo per un periodo, un periodo che lungo o breve che sia è di certo transitorio..
Poi ci sono i fenomeni che sono sempre di moda e quindi forse non sono una moda..
Il sigaro..sì, il sigaro ha sempre fatto tendenza..
Il motivo è una questione di stile, che al consumo spasmodico, nevrotico delle sigarette oppone la lentezza del sigaro appunto, un piacere intenso e riflessivo.
Di questi tempi, giudicati da alcuni troppo proibizionisti e da altri invece attenti finalmente alla salute, resta viva un’abitudine di certo sempre più elitaria, ma non per questo poco pratica o piacevole: fumare un buon sigaro..
Non si tratta infatti di aspirare nervosamente una sigaretta nei ritagli di giornata come si è soliti notare tra la gente, ma di godersi un piacere fatto di gesti, un piacere fatto per chi sa apprezzare, si tratta di assaporare quel gusto intenso di tabacco che un buon sigaro sa dare..Da soli o con gli amici, magari accompagnato da un sorso di rum con ghiaccio o senza e da del jazz di sottofondo..
C’è da dire che si tratta di un punto di vista discutibile, perché parziale, in quanto riguarda chi in qualche modo fa parte o è vicino alla schiera di chi fuma, ma va detto che il fumo non è solo un vizio, è pure una passione che permette di socializzare o di creare un’atmosfera di condivisione, di complicità..L’aroma del sigaro ha spesso accompagnato eventi importanti, ha suggellato accordi, ha placato gli animi, ha reso possibile ciò che forse a mente lucida non era possibile..
Un buon sigaro deve essere fatto rigorosamente a mano, come se si dovesse affidare ad una sarta la preparazione di un abito unico, per una cerimonia unica ..la manualità è importantissima per conferire quell’aroma inconfondibile. Tra i sigari fatti a mano l’habana distingue: “hecho a mano”(si intende che la mano è servita a far muovere le macchine) e “totalmente hecho a mano”, ed è in questi ultimi che è richiesto un alto grado di specializzazione e conoscenza da parte dell’artigiano che sceglie e lavora la materia prima: il tabacco.
Il sigaro non è standardizzabile, ognuno è diverso dall’altro, c’è addirittura chi parla di carattere, c’è chi ne personifica l’essenza.
Vi sono due tipi di pianta di tabacco inerenti alla preparazione, il “corojo” e il “criollo“; il primo è sempre coltivato in serra e produce le foglie più belle, destinate alla parte esterna del sigaro, mentre dalla seconda pianta si raccolgono tre tipi di tabacco: le foglie colte per prime conferiscono il gusto forte, il secondo tipo viene utilizzato per l’interno e infonde aroma al sigaro, mentre il terzo tipo di foglie permette al sigaro di rimanere acceso. Per completare l’opera viene applicata su un estremità(talvolta su entrambe) un lembo di foglia appositamente tesa, lavorata e sigillata al corpo con una resina del tutto insapore o inodore(“capa”) che deve essere rimossa prima dell’accensione. La manualità nella lavorazione di tali foglie, e in seguito la stagionatura conferiscono al sigaro una propria personalità.
E’ cosi che nasce, cresce e matura un buon sigaro;
E’ cosi che dopo tali processi giunge a noi, ricercatori di aromi e sapori intensi, aromi unici al mondo..



Tony

8 Comments:

At 11/4/07 00:50, Blogger Django said...

C'era una rubrica su Mai Dire Gol di qualche anno fa tenuta da Fabio De Luigi in versione Nobiluomo, si chiamava: "Gente Di Un Certo Livello". Ecco Il post sembra il testo di una puntata di codesta rubrica...
Ha! La tauromachia!

 
At 11/4/07 01:24, Anonymous Anonymous said...

ah

 
At 11/4/07 13:37, Blogger Django said...

Errata Corrige: Ah! La Tauromachia!
Giusto così?

 
At 11/4/07 14:03, Anonymous Anonymous said...

bravissimo

 
At 11/4/07 17:02, Anonymous Anonymous said...

e i discorsi che si potrebbero fare con altre sostanze?
il solo fatto di essere illegali le relega come dominio di gente di malaffare. e come tali non meritevoli delle dovute attenzioni.
credo che l'arte della coltivazione e produzione della canapa da fumare sia altrettanto ricca di quella del sigaro.
per non parlare dell'arte di "rollare" tale canapa assieme al tabacco al fine di fumare amabilmente.
solo abili mani riescono a creare ciò che può trasmettere una piacevole fumata, nel dosaggio del tabacco, nel posizionarlo all'interno della sottile carta usata per avvolgerlo.
nel chiudere il tutto.
un errore nei vari passaggi può determinare una spiacevole situazione, uno sgradevole inconveniente.
un esempio? mai si dovrebbe fare uso del fuoco una volta acceso il tabacco arricchito. se ciò capita è sicuramente dovuto a negligenze nell'operazione di crearlo.
e ci sarebbero mille altri particolari...
si fanno i complimenti a tante cose.
iniziamo a farli per tante altre.

 
At 11/4/07 17:53, Blogger Negro said...

Assolutamente sì: la canapa va legalizzata e degustata!!
A presto (??) proposta di legge a firma di Negro sul blog..

 
At 11/4/07 22:50, Anonymous tony said...

beh io non credo proprio che la coltivazione della canapa e successivamente la sua lavorazione sia paragonabile a quella del tabacco usato per preparazione dei migliori sigari..la manipolazione dei sigari è arte, un'arte affidata alle mani di artigiani esperti..ciò non toglie nulla alla proposta del negro..anche perchè forse un giorno anche la canapa e le annesse canne potrebbero avvicinare tale arte..chissà..

 
At 12/4/07 00:52, Blogger Negro said...

Sicuramente esiste anche canapa coltivata e lavorata ad arte.. non certo il fumello che arriva losco da noi

 

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