Friday, February 09, 2007

Intervista a Nico Rossi - 1

Comincio oggi, a puntate, via via che si materializza, a pubblicare un'intervista a Nico Rossi, segretario provinciale della Margherita nonché ottimo professore al Liceo Quadri nonché eccellente filosofo di ispirazione cristiana. Spero sia interessante per voi leggerla come per me lo è realizzarla. Color ardesia le mie domande, in blu le sue risposte.


Cominciamo con la politica e cominciamo dalla questione più calda, la cessione dell'aeroporto Dal Molin all'esercito americano. Le faccio vedere una foto (quella della mia ex-tessera elettorale, ndn). Lei è il segretario della Margherita vicentina: come la commenta?

Il primo riflesso è di dispiacere non tanto perché un elettore del centro sinistra se ne va, ma perché un elettore decide di smettere di esercitare la cittadinanza nel suo modo più forte: il voto. Preferirei che votasse dall'altra parte, o da un'altra parte ancora, ma che votasse. Scegliere di non scegliere è ancora una volta scegliere, magari per il più forte.

Una riflessione più politicamente strutturata è quella che suggerisce di mettere la questione Dal Molin dentro la Storia, quella mondiale, non quella di Vicenza, perché questo è il suo contesto corretto. Allora appare subito che la seconda guerra mondiale non è ancora conclusa nei suoi effetti, che l'Italia ha perso una parte di sovranità dopo essere stata invasa degli USA.
La sua vicenda è stata da questo punto di vista meno pesante di quella di Giappone e Germania, per merito della Resistenza, ma sempre significativa e perdurante. L'Italia, intesa come società italiana, come economia italiana e come politica italiana, non è ancora oggi in grado di spostare il piede appoggiato da 60 anni sul suolo USA se prima non prepara un altro terreno su cui posare l'altro piede, l'Europa.

Il governo di centro sinistra si è trovato a gestire un'eredità recente in cui il Sindaco di Vicenza e l'ex primo ministro Berlusconi hanno fatto della subordinazione dell'Italia agli USA una carta politica di prima grandezza, spaccando il fronte europeo che si opponeva alla guerra preventiva in Irak (vedi lettera degli Otto Presidenti in appoggio alla politica del Presidente Bush) e chiedendo in cambio sostegno politico e i premi in benefici economici da "spendere" con il proprio elettorato moderato. A Vicenza questa moneta politica è stata spesa, come si è visto, in termini di affari e indotto, di via libera all'oro di Vicenza negli USA (ma come, gli USA pongono dazi? Certo che si, proteggono i loro prodotti strategici), di una sede universitaria Usa a Vicenza.
Prodi non poteva fare diversamente, perché il NO avrebbe fatto cadere il governo davanti a ripercussioni economiche nazionali, minacciate dalla diplomazia USA, che avrebbero scatenato le associazioni economiche e la "pubblica opinione" (giornali). E questo significava cadere dalla padella nella brace, e rimettere in piedi la politica filo americana.

La politica estera praticata dal centro sinistra ha fin'ora vinto la sua partita per 2 a 1. I due gol segnati sono la pace in Libano, il ritorno dei soldato dall'Irak. Il gol subito è il Dal Molin. In politica, come nel calcio, giocano anche gli avversari, e a volte segnano, in questo caso con un gol stile boomerang.

La partita è ancora lunga, se non ci suicidiamo, e le opportunità per segnare altri goal sono molte: la Costituzione europea che stabilisce un Ministro degli esteri europeo e il voto a maggioranza, il seggio unico d'Europa all'ONU (leggi Consiglio di Sicurezza), la missione in Afghanistan (che è ONU) da rivedere, le servitù militari in Italia, da ridurre, gli accordi del 1954 sui rapporti Italia Usa rispetto alle basi militari, da rivedere e soprattutto il che cosa faranno Italia ed Europa quando, come sembra, Bush scatenerà un inferno ancora più grande in Iraq e forse in Iran.

Quanto al Dal Molin ce lo teniamo. I Vicentini in fondo se lo sono meritato, votando indefettibilmente per quelli che lo hanno fortissimamente voluto.

14 Comments:

At 10/2/07 06:06, Anonymous aprile said...

concordo in pieno con il professor nico.
in particolare per la questione tessera elettorale, e soprattutto per il concetto che i vicentini hanno ciò che hanno voluto. nulla di più, e su questo voglio essere chiaro: Vicenza ha voluto, vuole e vorrà la base americana a Vicenza.
Io sono contrario, lo siamo in molti.
Ma non siamo la maggioranza.
e questo dispiace ma va accettato perchè siamo in democrazia.
Il consenso va guadagnato, non te lo regala nessuno. Se contiamo i soldi che ha speso Silvio per guadagnarselo, e poi guardiamo i sindaci che ha proposto il centrosinistra a vicenza, capiamo perchè siamo minoranza.
Io Sala non l'avrei mai votato, troppo vecchio, e nemmeno Riboni, troppo strano come personaggio.
La democrazia è questa, se non vi va bene allora preferite la dittatura, o un'oligarchia.
Perchè non si scopre oggi che il genere umano è composto da molta gente che non si fa troppi problemi.
E accetta con indifferenza ciò che succede.
Silvio lo sa, e da furbo a chiesto loro il voto. E lo ha ottenuto.

 
At 10/2/07 19:18, Blogger Negro said...

Io credo semplicemente, e l'ho già detto non so quante volte, che la democrazia rappresentativa non è democrazia ma oligarchia. Che i rappresentanti non rappresentano gli elettori. Che votare a sinistra non serve a niente se i politici di sinistra si comportano come quelli di destra, a livello nazionale ma anche vicentino (vedi no dei DS e della Margherita alla manifestazione del 2 dicembre, salvo poi cambiare idea per cercare di recuperare un pò di consenso - che odio il CONSENSO!!). Dire questo non vuol dire volere la dittatura. Ci sono altre alternative, e anche di queste ho già detto. Un referendum, lo dico solo ad esempio, avrebbe stabilito una volta per tutte se i vicentini erano d'accordo o no.

 
At 10/2/07 20:42, Anonymous aprile said...

la democrazia non sono i partiti. se un partito non ti rappresenta, la colpa non è loro, ma tua. rappresentati autonomamente.
per fortuna è possibile.
secondo me ha poco senso lamentarsi dei politici, se poi nessuno è nemmeno disposto a entrare nel consiglio comunale del suo paese, perchè è troppo impegnativo.
o perchè magari verrebbe deriso dai suoi coetanei. io sono consapevole che se voglio un paese diverso, dovrei provare a fare io il sindaco.

 
At 10/2/07 20:48, Anonymous aprile said...

consiglio a tutti di leggere Fontamara, di Ignazio Silone.
un capolavoro

 
At 11/2/07 16:17, Blogger Negro said...

Non so se ti sei accorto che stiamo facendo esattamente lo stesso scambio di battute che abbiamo già fatto qualche settimana fa;)
E allora ti rispondo allo stesso modo. C'è chi è fatto per fare il sindaco e chi no. Tu probabilmente sì, io probabilmente no. Non tutti possono fare il sindaco o il consigliere comunale, mi sembra ovvio, così com'è ovvio che non tutti siano portati per il lavoro di partito. Ognuno deve fare ciò che si sente di fare, seguire le sue passioni. Non tutti possono fare i registi, ma tutti possono andare al cinema e dire che il film fa schifo. E tu non puoi dire loro "Se vuoi vedere un film che ti piaccia, devi farlo tu stesso". E non è assolutamente vero che chi osserva non possa giudicare meglio di chi fa. Dall'esterno spesso si ha una prospetttiva migliore e si evita l'autoreferenzialità. Cito ancora Guzzano: le galline sanno forse giudicare il gusto di un uovo meglio di noi perchè lo fanno loro?
Ci sono infiniti modi di impegnarsi (anche se IMPEGNO è parola che anno dopo anno mi sembra sempre più brutta). Ci sono infiniti modi di cambiare qualcosa attorno a noi. La politica e i consigli comunali fortunatamente non sono l'unico.

 
At 12/2/07 15:24, Anonymous Anonymous said...

Signor Aprile, una domanda: Lei verrà ad "autorappresentarsi autonomamente" il 17/2 a Vicenza?
Spero proprio di sì.

 
At 12/2/07 18:08, Anonymous mimì said...

Finalmente trovo il tempo per esprimermi sulla questione tessera elettorale: caro aprile, anch'io ho aderito e non perchè voglia rinunciare al mio diritto in eterno, figuriamoci! Se le regole del gioco sono quelle della democrazia rappresentativa certo che gioco, anche se serve sempre meno! Io la questione della rinuncia l'ho interpretata come atto dimostrativo, come segno di protesta da unire a quello di tanti altri. Per me significa "Caro governo Prodi, ho partecipato alle primarie - fatto peraltro inaudito - , ho creduto alla vostra coalizione ed ho contribuito in maniera determinante alla vostra vittoria (visto lo scarso margine con cui ha vinto il centrosinistra), ma ora in voi, e sottolineo voi, non credo più! Vi siete giocati il vostro elettorato, almeno in questa remota cittadina del nordest."
In una politica fatta di personalismi anche un'azione dimostrativa di questo tipo viene letta come direttamente indirizzata ai responsabili! E ti assicuro che molti l'hanno fatto con questo spirito, essendo parte di una cittadinanza particolarmente attiva!

 
At 12/2/07 18:18, Anonymous mimì said...

Un ulteriore appunto alle considerazioni di aprile sul suo blog (scrivo qui per comodità, non me ne volere...). Su due cose non concordo con te:
Innanzitutto quando sostieni che il Governo Prodi, di fronte al sì del Comune, non poteva fare altro: prima che il Consiglio comunale si esprimesse quel vergognoso 26 ottobre, Parisi, in sede parlamentare rispondendo ad un'interrogazione, aveva precisato che il "parere" del Comune avrebbe avuto un mero valore indicativo, essendo la questione di competenza governativa e mancando ancora il referendum sulla popolazione. Come dire: intanto non è di vostra competenza, ed inoltre siamo consapevoli dei deficit nella democrazia rappresentativa, soprattutto in questioni così delicate CHE NON POSSONO NON ESSERE SOTTOPOSTE A REFERENDUM (non si tratta di una nuova rotatoria, cazzo!).
Seconda obiezione: proprio perchè non si può essere in linea per 5 anni consecutivi con le scelte politiche di qualsivoglia rappresentanza,sei veramente sicuro che tutti gli elettori del caro Hullweck siano ancora d'accordo con lui su questa questione?!? Io proprio per niente, conoscendo più di qualcuno che, in modo più o meno attivo, esprime il suo dissenso dichiarando con vergogna di aver contribuito alla sua elezione!

 
At 12/2/07 18:32, Anonymous mimì said...

Oggi sono logorroica, ma in quest'orgasmo liberatorio dell'espressione mi manca il commento sul post in oggetto.
E' lapalissiano che, dopo quanto scritto in precedenza, io non sia assolutamente d'accordo.
Col piffero che ce lo teniamo il Dal Molin, visto che (anche se le responsabilità del Comune ci sono, e sono enormi - qualsiasi sindaco che avesse avuto a cuore la sorte della sua città si sarebbe opposto con le unghie e con i denti anche attraverso mezzi non istituzionali) l'espressione comunale non deve avere alcun valore! E' stato un clamoroso segno di debolezza di un governo che, sotto la continua minaccia del ritorno di Berlusconi, lo lascia nei fatti governare dai banchi dell'opposizione!
E' un governo che ha fatto finta di non sapere fino all'ultimo, un governo che ha alimentato la speranza dei comitati promettendo tempo e dialogo per poi annunciare la decisione in sede extra-parlamentare. Un governo che non ha alcuna intenzione di cambiare, visti gli aumenti degli stanziamenti a fini bellici contenuti nella finanziaria, il raddoppio anche di Sigonella e il via ad una fabbrica di aerei da guerra nella base dismessa di novara). Un governo che, qualunque sia il suo colore politico, possiede attraverso il ministero del tesoro la quota di maggioranza di finmeccanica (5° produttore di armi al mondo).

Qualsiasi tentativo "moderato" di difendere tale condotta non trova in me terreno fertile, mi spiace!

 
At 12/2/07 22:11, Blogger Negro said...

Ma io sono assolutamente d'accordo con te! Grande Mimì!

 
At 13/2/07 13:46, Anonymous aprile said...

rispondo all'anonimo.
non sarò alla manifestazione, perchè sono momentaneamente a siviglia per borsa di studio.
rispondo a mimì.
hai ragione su tutto, il mio è un modo di esprimermi in burocratese democratico. la mia sarebbe la teoria. poi giustamente la differenza tra teoria e pratica è abissale. sono ancora marxista per buona parte, e sono convinto che per rovesciare gli equilibri o semplicemente per ottenere qualcosa di forte sia necessario usare la forza. forza che può anche non essere armata, per carità. gandhi ha usato la forza non violenta. luther king non era meno forte di lenin nell'attaccare gli ordini prestabiliti.
la forza che si è dimostrata a vicenza è stata notevole.
tuttavia forse non servirà a molto.
spiace anche a me che questo governo si stia comportando esattamente come il precedente.

 
At 13/2/07 14:37, Blogger Negro said...

oh, pian che qua ci mettono dentro per terrorismo!!:)

 
At 13/2/07 14:55, Blogger Negro said...

Però non capisco più niente. Cesko dice di concordare in pieno con Nico , Mimì dice non è assolutamente d'accordo con Nico, infine Cesko dice che Mimì ha ragione su tutto. Cioè, Cesko: nella teoria sei d'accordo con Nico e nella pratica con Mimì, o è la droga? :)bis

 
At 13/2/07 16:05, Anonymous mimì said...

è il mio fascino...

 

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