Interrail 5 Banska Stiavnika
PREMESSA: Come avete potuto notare ho omesso dal titolo il dettaglio "Gruppo Maglia Rosa". Da qui in avanti, infatti, l'allegra combriccola sarà al completo. Avevo pensato di aggiungere la dicitura "Peloton", ma poi ho pensato che avrebbe solo appesantito la notazione (appesantito la notazione... pura ingegneria...).
PUNTATA 5: Banska Stiavnika
Banska Stiavnika... La sorpresa dell'intero viaggio, nonchè la mia tappa preferita...
Ma procediamo con ordine.
Io, Massi e Tony partiamo da Bratislava col treno delle 15:00, diretti ad una stazione di scambio della quale purtroppo non ricordo il nome (Ivan aiutami tu). Ricordo solo che al bar della suddetta stazione una birra da mezzo, alla spina, costa l'equivalente di trenta centesimi di euro.
C'è bisogno di aggiungere altro?
Durante la sosta fra un treno e l'altro un litro a testa se ne vola via, leggero come sessanta centesimi di euro...
Il treno per il paese è un monovagone a diesel che si arrampica per i monti agile come un comodino (ma in futuro ci sarà di peggio). In compenso il viaggio non dura molto, un paio d'ore o giù di lì. Riusciamo ad essere a Banska intorno alle sei di sera.
Fuori dalla stazione c'è una strada. Dritta. Polverosa. Lunga.
La prendiamo ed in fondo c'è un Billa. Sì, proprio il supermercato. Potere della globalizzazione.
La strada si immette in un altra strada, questa in salita. Ma dopo poche centinaia di metri ci si apre davanti il paese. E' piccolo ma è splendido. Ha una chiesa sulla sinistra e un paio di localini sulla destra lungo la strada. Tutto qui, ma tutto bello.
Ci accomodiamo in uno di questi localini, all'aperto e avvertiamo gli altri del nostro arrivo.
Dopo una mezzoretta li vediamo arrivare in tutta la loro devastazione.
Ivan (il Negro cazzo!) e Kaku provati da due giorni di intossicazione alimentare, riconoscibile dal caratteristico spruzzo sia di sopra che di sotto. Pak provato da sè stesso.
Dio mio che facce! A volte me le sogno di notte e mi sveglio urlando, con uno strato di congela lungo la schiena...
Bè dopo i saluti e i convenevoli si beve e si brinda finalmente tutti assieme. E' bello. Mi vergogno a dirlo ma mi erano mancati.
Quale modo migliore per festeggiare la riunione se non con una braciolata? E così sia! Pak, Kaku e il Negro si occupano della spesa, noi ci occupiamo di trovare dove dormire. L'ostello dei tre devastai è al completo. Fortuna c'è una specie di casa scout adibita ad ostello che ci ospita.
Doccia, riposino e poi si raggiungono gli altri al loro ostello.
Ma che ostello e ostello! Quello è un agriturismo cazzo! Giuro mai visto niente di simile, sembra più la casa di un amico che altro. Arredato con uno stile un po' etnico ma con gusto, con una cucina piccola ma accogliente, con microonde e lavastoviglie.
E una famiglia di transalpini...
Speriamo non tirino fuori la storia di Zidane...
Sotto la casa (non posso chiamarlo ostello, è riduttivo), c'è uno spiazzo per il fuoco, lo accendiamo e cominciamo a cucinare. Ci prepariamo una cenetta coi fiocchi: carne ai ferri, pomodori, insalata, fagioli, patatine fritte e ovviamente litri di vino e birra!
Finalmente una mangiata come si deve. A tavola tendo a diventare autarchico.
Ci si pone ora il problema di cosa fare in serata. I tre terremotati ci sfornano calda calda l'ennesima sorpresa: di fronte alla loro dimora c'è una "Tea House".
Che cos'è una "Tea House" vi chiederete voi?
Dicesi "Tea House" un locale in stile indianeggiante, con pareti e soffitti ricoperti di arazzi, moquette in terra e comodi cuscini dove sedersi. Particolarità della "Tea House" è la possibilità di ordinare un narghilè, o shisha, come lo chiamano loro, col tabacco aromatizzato che preferisci. Si può inoltre accompagnare la fumata con uno dei numerosi te disponibili, alcolici o analcolici.
Letteralmente una figata...
I narghilè sono belli grandi ed anche in sei ci mettiamo una buona ora a finirlo, bè poi siamo abbastanza scavezzati. Avete presente la faccia di De Niro alla fine di "C'era Una Volta In America"? Ecco più o meno così.
Dopo la fumata usciamo e ci facciamo un giro per il paese ma ormai è tutto chiuso, quindi ce ne torniamo in ostello a finire birre e vino. Poi tutti a nanna.
I programmi per la giornata successiva sono di fare un giro per i boschi dietro il paese e poi di partire per Budapest. Prima però gli altri mi ricordano che è meglio prenotare l'ostello per la nostra permanenza a Budapest, visto che in quei giorni, causa Sziget, la città sarà piena.
Detto fatto, internet point, carta di credito e prenoto.
Poi saliamo dietro alla chiesa dove inizia un sentiero in salita che si inerpica in mezzo ai boschi. Pochi metri e la stradina si apre su di uno spiazzo erboso, in mezzo al quale c'è un laghetto. La gente ci si fa pure il bagno dentro. Ovviamente ignuda. Ma per noi la temperatura è un po' troppo bassa, quindi desistiamo. Il posto comunque è incantevole ed andarcene ci pesa. Raggiungiamo gli altri che si sono fermati a fare colazione (!) alla Tea House. Ci pippiamo un altro shisha ed in religioso silenzio ci dirigiamo mesti verso la stazione.
Mi dispiace lasciare questo posto, ma Budapest e lo Sziget ci aspettano...
To be continued...



10 Comments:
come puoi dimenticare la stazione di hronska dubrava?
io non ivan cazzo. Cazzo!
hi hi hi ... fa ridere pensarvi affetti da cagotto fulminante nei paesini dell'est europeo, in treni poco confortevoli o per strada, magari sotto un'acquazzone! certo, fa un po' a botte con l'idea romantica dell'artista bohémien...una rivisitazione "trash" la definirei...!
mai avuti problemi di questo genere
Caro intestino sano: prova a farti una "spezialitate brasoviana" (400, dico 400, g. di carne, cipolla e patate cucinate con strutto e altre diavolerie, precedute da una minestra delle loro che già da sola era pasto completo, da un'insalata e da una birra media) dopo che è da dodici ore che non mangi, da due giorni che non dormi, da una settimana che vivi oltre i limiti, nutrendoti per lo più di shaorma da 200 g... Caro intestino, per quanto sano, non ce la farai, non ce la farai..
Nessun intestino umano ce la farebbe.. un'impresa del genere può riuscire solo.. solo alla.. tremo al pensiero.. alla BESTIA!!
Tra parentesi è proprio questa l'idea che ho io di bohemien: raffinato di giorno, splendido di notte, rivoltato (e rivoltante) il giorno dopo
nella tua concezione c'è una contraddizione in termini...risolviamola così: si tratta di essere bohémien 1 volta ogni 2 giorni!
secondo me "intestini sano" è una donna o presunta tale..
caro tony, perchè la sanità intestinale dev'essere necessariamente donna?!? vedi pak...
vero, ma resta il fatto che ha ragione ;)
caro "intestino sano"..io non ho detto che chi ha un intestino sano è una donna..ho detto che chi ha qui scritto firmandosi "intestino sano" è sicuramente donna...no anzi..è sicuramente femmina..
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