Interrail 3 "Gruppo Maglia Rosa" Zagabria - Bratislava, il viaggio
PUNTATA 3: Zagabria - Bratislava, il viaggio
Ma porca puttana! Il treno è già pieno di gente! Più che un treno sembra un carro bestiame.
Non esagero, il solo salire è già un'impresa e appena entrati nei corridoi degli scompartimenti la coda si blocca. Non si riesce più ad andare nè avanti nè indietro.
Dopo un paio di minuti di panico misto a smarrimento, durante i quali Tony continua a ripetere in maniera ossessiva: "Non è possibile, io non mi faccio sei ore così...", ci rassegnamo. Cerchiamo di sederci lungo il corridoio fra le due file di sedili, alla meglio peggio e di dormicchiare. Io e Tony dopo qualche tentativo contorsionistico (meritavamo una citazione sul Kamasutra per la quantità di incastri provati), riusciamo pure a rannicchiarci su un fianco ed a schiacciare un pisolino.
La pacchia dura poco. Alla frontiera con l'Ungheria, ovviamente, devono salire i doganieri per i soliti controlli e questi non si fanno molti scrupoli a calpestare caviglie, polsi e tutto quello che noi poveri ingenui lasciamo lungo il tragitto dei loro anfibi d'ordinanza. Fortuna che "'To mare vacca!" non lo capiscono...
Vabbè dormire è impossibile ormai. Quest'incursione ha praticamente risvegliato l'intero vagone e lascio quindi immaginare il livello di chiasso che si è venuto a creare.
Pure in Ungheria è consentito fumare sui treni, ma pensavo che nessuno, sano di mente, pensasse di mettersi a spipacchiare in una scatola piena di gente coi finestrini appena socchiusi.
Pensavo male, una compagnia di napoletani (sono ovunque!) si mette d'impegno per smentirmi.
Fastidio.
Ma in un modo o nell'altro, verso mezzogiorno e mezzo siamo a Budapest.
Scendiamo mai così contenti di tornare a muovere le gambe e corriamo a consultare gli orari. C'è un treno per Bratislava di lì a quattro minuti! Via!
Al volo, ma lo prendiamo, almeno una dritta va!
Questo è il treno più scassato che io abbia mai visto in vita mia. Pensate che le porte dei vagoni non si chiudono. Non quelle fra un vagone e l'altro, quelle fra il vagone e l'esterno. Cioè se uno perde l'equilibrio, vola fuori. Rassicurante no?
In compenso è praticamente vuoto e finalmente possiamo sdraiarci e dormire come dio comanda.
Il viaggio dura altre quattro ore, ma paragonate all'inferno della notte prima sembrano volare. Infatti, in men che non si dica, siamo a Bratislava.



1 Comments:
dai continua .. non fermarti ora ! uffa !
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