Thursday, July 20, 2006

Ma la democrazia rappresentativa chi rappresenta? (parte seconda)

Consiglio comunale di Vicenza, martedì 18 luglio. Cesca ce lo racconta così.


Ieri sono stata per la prima volta ad un Consiglio comunale. Ed ho capito quanto ingenuo sia il mio concetto di democrazia.

Appuntamento alle 18.15 in sala Bernarda assieme ai comitati cittadini: eravamo una settantina, ma 30 sono rimasti fuori (non + di 40 persone secondo regolamento). I fortunati come me sono comunque riusciti a entrare, portandosi appresso striscioni e cartelli vari. Franca Equizi si fa portavoce dell’ennesima richiesta di dibattito sulla questione Dal Molin, che inizialmente viene rigettata per un vizio di forma (“dall’ultima volta non è sopravvenuto nulla di nuovo”), ma dopo insistenti interventi di Equizi e Asproso Sarracco, presidente della seduta, cede. Asproso volge un’accalorata richiesta, su base popolare, di chiarezza riguardo alla posizione della Giunta e di Hullweck sul progetto. Il primo cittadino, intanto, simula indifferenza, chiacchiera e guarda altrove. Gli viene chiesto di rispondere e fa finta di nulla, come d’altra parte la maggioranza dei consiglieri, che lanciano, sbuffando, fiammanti occhiatacce ai cittadini presenti. La richiesta di dibattito viene messa ai voti: passa il sì con 17 voti a 16 (vittoria schiacciante…): il primo cittadino e buona parte della Giunta decidono che la questione non li riguarda e se ne escono placidamente dalla sala. Tra gli astanti c’è chi ride, chi guarda al cielo, chi scuote la testa, chi borbotta indignato. Io semplicemente non ci credo. Quel che segue ha del paradossale: intervengono Equizi, Asproso, Poletto, Garbin (5 minuti a testa) e palesano gli innumerevoli dubbi e perplessità che aleggiano tra i cittadini attorno alla questione, chiedendo ripetutamente se non risposte, almeno pareri. Si rivolgono però ad un interlocutore che non c’è, mentre i pochi rimasti in aula chiacchierano distratti (il buon Zocca, ad esempio, si alza e mostra orgoglioso alla segretaria una maglietta della nazionale di calcio: tempismo perfetto nella sede più adatta allo scopo). Viene il turno di Quaresemin, che riporta l’intera situazione alla realtà: in un impeto rabbioso, che per un attimo fa temere per la sua attività cardiaca, fa sospendere la seduta con la legittima pretesa di vedere in sala il primo cittadino, da mezz’ora alla macchinetta del caffè (a detta della Equizi). E finalmente rientra, tra i mormorii di noi tutti. Gli interventi riprendono, tra i timidi applausi e le soffocate proteste (il rischio era di essere cacciati fuori) che si alternano tra gli” spettatori”. L’unica volta in cui ho la fortuna di udire la voce del nostro massimo rappresentante è quando, di fronte all’accusa di aver in passato espresso parere favorevole al progetto (con verbale del Comipa a supporto), si difende asserendo di non aver mai espresso tale opinione e di non aver nemmeno mai avuto il tempo e l’occasione di visionare il verbale in questione per riscontrarne l’inesattezza. A questo punto, per un provvidenziale impegno preso in precedenza, me ne vado, sperando che i crampi a stomaco e fegato si calmino in fretta. Stamane leggo sui giornali che qualche altra parolina è stata detta: anche il sindaco scenderà in piazza se verrà preteso dagli americani di effettuare voli su Vicenza (ma altrimenti perché mirare a un aeroporto?!?) + una serie di recriminazioni nei confronti del governo Prodi che avrete già letto (sempre le stesse).

Chiarezza è stata fatta, insomma: adesso i settanta cittadini presenti possono dirsi rispettati e soddisfatti!

Cesca



PS (volgaretto, ossia intonato agli attori) by Negro: dopo che te ne sei andata paroline ma non solo. Si narra che il sindaco, sollecitato ad esprimere il suo parere sull'eventuale cessione agli americani dell'aeroporto
("tiri fuori gli attributi e dica quel che pensa"), rispondesse con ostinato silenzio. Lo scontato sussurrio del pubblico lo raggiunge: "Gli attributi non ce li ha". Ma, sorpresa, Vullweck ha un sussulto d'orgoglio, si alza in piedi, e platealmente si porta le mani sotto la cintura a esaltare il suo grosso scroto di primo cittadino. Gran stupore e maraviglia: "Cazzo, allora le palle ce le ha!! E pure belle grosse!!". Altro che aerei americani, eccole le bombe: che scroto Vullweck!!

31 Comments:

At 20/7/06 17:45, Blogger Pak said...

Evvai, finalmente un post che valga la pena leggere, traboccante di contenuti e torpiloquio. Così come piace alla Bestia.
Mi sono convinto: le palle di Vullweck si presentano gonfie e pompose solo allo scopo -forse inconscio- di far ricredere la vicentina platea sulla traballante mascolinità del figlio. Con un padre così...

 
At 21/7/06 13:23, Anonymous massi said...

è da anni che dico che la democrazia è la peggiore forma di governo...non capisco ancora chi dice che è rappresentativa poi...
potremo dire che se in unione sovietica non si è mai realizzato il comunismo negli stati occidentali diranno che non si è mai attuata la vera democrazia, questo frà un pò di anni.serve per dare sogni a chi non ha ancora capito, o ha troppa fiducia nel genere umano. che purtroppo si limita a poche centinaia di persone.nel senso che noi siamo nulla, ci hanno insegnato a crederci importanti e che possiamo cambiare il mondo se vogliamo e se volete ci posso credere anche io ma non ho mai visto un uomo cambiare il mondo..ho visto i soldi cambiare il mondo, le armi cambiano il mondo, e non ditemi che sono tutte e due cose gestite dagli uomini perchè sono meccanismi che ormai non riusciamo più a controllare. anche nel piccolo funziona così. abbiamo perso il limite e ci arrangiamo con la vita sperando che nel piccolo di un' amministrazione comunale si possa fare qualcosa ma nemmeno nel giardino di casa tua puoi più fare qualcosa senza chiedere il permesso..qual è il limite trà libertà e democrazia? mi faceva ridere lo slogan di rutelli che diceva la democrazia è libertà..in che modo siamo liberi? crescendo perdiamo sempre più il concetto di libertà assogettandolo a quello di diritto alla libertà..per tenere fermi i pensieri devo mettermi un berretto in testa altrimenti volano via..questa è libertà.

 
At 21/7/06 13:42, Blogger aprile said...

libertà è sedersi la sera in giardino con qualche amico e bersi una birra fresca.
libertà è decidere di coltivare il proprio orto.
libertà è avere un viale alberato in cui portare il cane.
libertà è sentirsi uomini, persone, e non schiavi di un sistema che ti aliena.
libertà è spegnere la tv e accendere gli occhi.
guardarsi attorno e respirare la vita assieme ad altre persone.
ci stanno uccidendo con il cemento, la plastica, l'asfalto.
ci stanno?
forse non esiste una persona superiore che decide.
esiste una mentalità diffusa di incapacità alla reazione.
e allora...
RIVOLUZIONE!

 
At 21/7/06 14:39, Blogger Negro said...

Covo di comunisti che ho creato!

Comunque: Pasolini diceva l'unico modo per fare la rivoluzione fosse vivere come se la rivoluzione fosse già stata fatta.

Quel Pasolini che così drammaturgicamente morì, concludendo il suo percorso umano allo stesso modo in cui concluse il suo percorso artistico: filmografia fatta di "insistite tappe di morte, di creature sghembe che muoiono salutate festosamente dall’idea che solo morendo esse siano finalmente esistite. La fine di se stessi come protesta, come unica possibile rottura, come 'fanculo al sistema dell’esistenza borghese, che è robaccia tanto scaltra da sapere come inglobare ogni dissenso, ogni grido, ogni critica: ovattando tutto, rispettosa e tollerante." (Alessio Guzzano, "A 30 anni dal Lido di Ostia")

 
At 21/7/06 16:16, Blogger Pak said...

sì infatti, neanche più liberi di prendere i propri dipendenti a scarpate nel culo...è c'è anche chi cerca pure di scenderci a patti.
fa te.

 
At 21/7/06 16:23, Anonymous Anonymous said...

La libertà va costruita partendo dal liberarsi consapevolmente della convinzione di non essere liberi!!!

...che ingenuità, eh?!?

 
At 21/7/06 17:36, Blogger Negro said...

libero è chi lo libero fa

 
At 21/7/06 18:43, Blogger Django said...

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 
At 21/7/06 19:30, Anonymous Anonymous said...

...questo è decisamente un commento libero!

 
At 21/7/06 23:26, Anonymous Jeff Buckley said...

Turn your head away from the screen
It will tell you nothing more
Public's empty promise
to the people
that the public can ignore
Throw off your shame
or be a slave to the system!

 
At 24/7/06 01:07, Anonymous aprile said...

a parte la deludente caduta di stile della pernacchia, tanto inopportuna quanto volgare, intendo soffermarmi sulle ultime dichiarazioni riguardo la libertà.
noi ci sentiamo tutti un pò liberi.
abbiamo soldi, mangiamo e stiamo bene.
c'è la maggioranza della popolazione mondiale che si sogna di vivere nella nostra mancanza di libertà.
nella nostra prigionia del sistema...
l'ho detto prima, liberi è fare cose semplice, farle bene e felici.
questo per tanti è impossibile.
ci renderemo conto di essere liberi quando tutti potranno esserlo.
non solo pochi italiani,
nè pochi eurepei.
ma todos lo mundo.

 
At 26/7/06 12:44, Anonymous mimì said...

Caro aprile, il tuo post mi ha fatto pensare...
Un popolo che, nella storia recente ma non solo, ha subito innumerevoli privazioni alla sua libertà è quello argentino (come un po' tutto il Sudamerica, ma sull'Argentina sono più ferrata...). E proprio di fronte all'oppressione si è dimostrato fecondo di poeti e cantori che hanno alzato la loro voce con forza per combattere le troppe ingiustizie.
Questa per me è libertà, indipendentemente dalle conseguenze.
Certo, in quanto figlia dell'opulento Nordest italiano, non conosco per esperienza diretta ciò di cui parlo e non so se avrei il coraggio di continuare a voler essere libera se rischiassi davvero qualcosa...parlo con facilità, insomma.
Lascio poche righe di Antonio Esteban Aguero, uomo di poesia e politica che ha cantato l'amore per una terra povera e contadina costretta da sempre a prostituirsi. La convinzione che nell'espressione risieda la libertà di combattere l'oblio per sperare nel futuro.

La Mazamorra (canzone entrata nel folklore andino)

...........
"La noche que fusilen poetas y canciones,
por haber traicionado, por haber corrompido,
la mùsica y el pòlen, los pajaros y el fuego,
quizàs a mi me salven estos versos que digo"

 
At 26/7/06 12:47, Anonymous la traduttrice said...

"La notte in cui fucileranno poeti e canzoni
per aver tradito, per aver corrotto
la musica, il polline, gli uccelli, il fuoco,
forse io sarò salvato da questi versi che lascio"

 
At 26/7/06 15:34, Blogger Negro said...

Io trovo sia inutile misurare la nostra libertà (ma non solo la libertà) confrontando la società occidentale con le realtà del resto del mondo. E' giusto guardare altrove, ma con metri diversi. Perchè siamo DIVERSI, soprattutto culturalmente. Libertà è felicità? Per noi forse. Ma c'è gente non libera che vive meglio di noi, c'è gente povera più felice di noi. Magari non li possiamo capire. Magari non lo possiamo capire. Ed è perchè la nostra lente mal si adatta a così differenti luminosità.

 
At 26/7/06 15:50, Anonymous mimì said...

lungi da me ogni pretesa di generalizzazione!
non voglio pronunciarmi sulla felicità. è però interessante notare come la fiducia nella libertà a volte sia più viva laddove ce n'è di meno...mentre fra noi pasciuti occidentali serpeggiano il cinismo e la disillusione...
credo che il confronto obiettivo e consapevolmente cauto con altre culture possa solo farci bene, con i dovuti distinguo come hai giustamente voluto sottolineare!
..e il confronto con la cultura argentina non è casuale...

ad ogni modo, trattasi di piccola e parziale verità!

 
At 26/7/06 20:36, Blogger Negro said...

Oh, ma io mi riferivo a quello che ha detto Aprile..

 
At 26/7/06 23:40, Anonymous Anonymous said...

donne = mania di protagonismo...

 
At 27/7/06 08:17, Anonymous mimì said...

può darsi!

 
At 27/7/06 10:57, Blogger Negro said...

No, no, è che in effetti non si capiva. Riguardo quello cha hai scritto tu, mimì, non posso che sottolineare..

 
At 27/7/06 11:10, Anonymous mimì said...

Grazie Negro, sei una libera certezza.

 
At 27/7/06 11:51, Anonymous Anonymous said...

question day 26/07/06

http://www.governo.it/Presidente/AudioVisivi/dettaglio.asp?d=28779

 
At 27/7/06 13:05, Blogger Negro said...

i link metteteli nel guestbook che qua non funziano

 
At 2/8/06 12:33, Blogger aprile said...

capisco che la libertà è vista in modo diverso da società a società.
penso comunque che ci siano dei tratti uguali per tutti.
quelle che ho citato sono infatti semplicissime regole di vita, comuni al genere umano.
in africa se una famiglia ha un piccolo orticello e qualche capra,si sente libera.ma molto spesso ciò è impedito da guerre,siccità e malattie che uccidono e danno insicurezza.
e così in molti altri paesi.
la libertà è molto semplice.
quando un contadino potrà leggersi un giornale al termine del suo lavoro, e suo figlio potrà andare a scuola, e sua moglie avrà qualcosa da mettere in pentola, allora ci sarà libertà.
quando un bambino potrà giocare a pallone, perchè non manca il cibo in casa, allora ci sarà libertà.

 
At 3/8/06 11:21, Anonymous mimì said...

x Aprile
non c'entra niente, ma: "Aprile" per il libero film di Moretti, le ultime elezioni politiche in cui ci siamo liberati dello psiconano, la tua data di nascita in cui sei stato per la prima volta libero di emettere un vagito o cos'altro...?

 
At 4/8/06 02:28, Blogger aprile said...

il mese più bello.
la primavera che apre gli occhi,è ancora tenera, fragile.
ma sufficiente a farti togliere la sciarpa, e la giacca pesante, inutili accessori che ci dicono come siamo inferiori alla natura.
sembra che ci riaccolga, ci fa tornare a lei.non abbiamo più paura di morire per il freddo.
e i primi fiori ci sorridono nei prati(licenza poetica concessa dal momento)
insomma, un mese unico.non invadente e lungo come maggio, non caldo come giugno.
e poi il mese in cui la mia vespa torna a correre.

 
At 4/8/06 11:26, Anonymous mimì said...

che anima poetica...e maschile!!!
x me aprile significa:
-cambio di guardaroba e inevitabile scoperta dell'impossibilità di entrare negli abiti estivi dell'anno prima, ergo odiata iscrizione in palestra;
-specchio che, insistente, rimanda l'immagine di un viso pallido e smunto (con piccoli ospiti sgraditi che continuano ad imperversare nonostante l'età anagrafica sia entrata a pieno titolo nella fase della decadenza cellulare...);
-spossatezza e stanchezza da cambio di stagione (credevo fosse una favoletta messa in giro dalla terza età, ma comincio a soffrirne, sicuramente per la decadenza cellulare di cui sopra).

Solo una volta superati questi impedimenti che, lo riconosco, appartengono alla futile sfera dell'apparire (ma anche un po' dell'essere...), riesco a percepire ed apprezzare la bellezza di cui parli...!

Personalmente preferisco giugno, che però è molto meno evocativo di significati altri.

 
At 4/8/06 18:08, Blogger aprile said...

ammetto che pure giugno mantiene il fascino di aprire il sipario dell'estate, grande stagione.
tuttavia il mio odio verso l'inverno mi porta ad amare maggiormente la primavera, forse perchè sai che è solo l'inizio di un'abbuffata di caldo e belle giornate che durerà per sei mesi.
comunque, cara mimì:
lascia stare i corsi in palestra.
ti rendono ancora meno donna. pensa se ha senso correre e star ferma?pedalare e star ferma.
io una volta ci ho provato ad andare.avevo mal di testa a correre stando fermo.è una cosa contro natura e assolutamente distruttiva per l'ambiente.un consumo inutile di energia.
piuttosto piscina, che entrare in sintonia con l'acqua significa raggiungere uno dei primi equilibri della natura(vita e acqua).
o ancora meglio una corsetta nel fresco primaverile.che aiuta a combattere le nostre debolezze fisiche e a rinforzare gli anticorpi.
tanto meglio se in compagnia e nel tuo quartiere.
quante persone non conoscono il posto in cui abitano, perchè mai lo frequentano senza una macchina.magari non sai nemmeno cosa c'è svoltato l'angolo a trecento metri da casa tua...
e scoprirai in quali aiole nascono i primi fiori, e quante persone vivono intorno a te e invece non lo sapevi.
bisogna tornare a vivere con la convinzione di essere una società viva, non un ammasso di vite che non entrano in contatto fisico tra loro.

 
At 5/8/06 17:24, Anonymous mimì said...

Riguardo alla questione da te sollevata,che battezzerei in modo altisonante"atomismo indifferente della nostra realtà sociale" (in particolar modo quella vicentina), concordo: a volte, girando per la città, capita di incrociare volti noti,voci familiari, persone che parlano di momenti di comunione passata...ma non ci si riesce nemmeno a salutare. Questo per dire che, se è difficile risvegliare l'interesse e la confidenza con persone che hai perso per strada inspiegabilmente, quasi per inerzia, a volte è ancora più arduo alimentare la convinzione di essere un tutt'uno con chi ti vive di fianco...è paradossale, perchè vicenza è una realtà decisamente provinciale (con tutte le conseguenze negative del caso: impossibilità di anonimato quando lo cerchi, perbenismo, lobby in molti ambienti lavorativi, politici, associativi...), ma che, nonostante le piccole dimensioni, fatica a favorire il fiorire di una cittadinanza accomunata non semplicemente dal luogo di residenza... Beh, questo è vero solo a livello macroscopico. Perchè poi, nelle realtà di alcuni quartieri, di certi piccoli centri di provincia, dei momenti di aggregazione oramai storici (come le feste rock o festambiente) o di occasioni politiche in linea con il proprio sentire accadono i miracoli: ecco che si respira, si ride, si pensa tutti assieme, o almeno si ha la sensazione di farlo. Ed è una sensazione bellissima!

 
At 5/8/06 17:29, Anonymous mimì said...

Mi sa che sono andata fuori tema, ma, tanto per mettere i puntini sulle i, io non vado in sala attrezzi...per carità!! Mi disgustano gli odori, i fanatici del fisico, i completini osè, il machismo, la musica martellante, la mancanza di relazione diversa dall'"abbordo" e tanto altro.
Ho sempre preferito la danza e, una volta perso l'allenamento, ho cominciato a consolarmi con l'aerobica: necessito di un appuntamento fisso e a pagamento che mi costringa a combattere la pigrizia e l'avversione per la fatica muscolare...
A meno che non si tratti di attività giocose: tennis, pallavolo, calcio...
Non sono mai riuscita ad appassionarmi alla corsa o alla bicicletta: attività troppo solitarie, meditative e che esigono ferrea determinazione...

 
At 6/8/06 21:04, Blogger aprile said...

correzione accettata.
anchio necessito di spinte vigorose per fare sport, e se nulla turba la mia quiete, nulla faccio.
tuttavia incoraggio e so qual è la via migliore per farlo.
ma vedo che anche te lo sai bene.
per la bici però non ti lascio liquidarla a quel modo, mi vedo costretto a spezzare una lancia in suo favore.
ho sempre amato la bicicletta perchè è uno sport che si fa da seduti(io la vedo da questo punto di vista...), ti permette di vedere, vivere e annusare i posti che attraversi.
in più lo sforzo che fai in salita è una tensione di tutto il corpo verso la meta, cioè la cima del colle o del monte. e poi ti puoi lasciare andare a una discesa riposante e rilassante, ben conscio che stai godendo i frutti di un sacrificio appena fatto.
ma nell'atto della salita il segreto sta nel saper dosare le proprie forze, le proprie energie, i propri zuccheri (si arriva a tanto...), l'acqua che si ha in corpo... insomma si raggiunge un controllo della propria macchina che assomiglia allo yoga, o altro tipo di meditazione.
lo trovo molto proficuo per me

 
At 16/8/06 00:36, Anonymous mimì said...

uè, aprì: io ieri c'ho provato, ma, se anche lasciassi correre le mille e una autovetture che, noncuranti della mia esistenza, mi sono sfrecciate accanto (nonostante si trattasse di pieno agosto e di stradine di campagna...)... non riesco proprio a soprassedere sul male al fondoschiena che mi ritrovo oggi! Però c'ho provato...

 

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