Ma la democrazia rappresentativa chi rappresenta?
Sarà la lettura corroborante dell'ultimo libro di Massimo Fini, sarà che ci sono le amministrative e in tutti i comuni in cui si vota l'unico tema acceso è l'edilizia speculazione (vedi Caldogno e Costabissara), sarà che anche qui a Monticello le cose funzionano palesemente in questo interessato modo. Fatto è che la DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA non mi pare essere altro che un'OLIGARCHIA in cui gli eletti pensano solo agli affaracci loro. La lettera che pubblico a seguito, inviata dall'amico STEFANO BALBI al Giornale di Vicenza, me ne dà significativa conferma.
A chi è di vantaggio costruire, edificare, cementificare, ingrandire borghi, quartieri, città, stendere esponenzialmente la matassa metropolitana, anche al di là delle reali esigenze abitative? Facile rispondere alle imprese edili, alle agenzie immobiliari, ai loro nemmeno tanto
occulti rappresentanti che infestano le amministrazioni comunali (ecco perchè rappresentativa!). Ancor più facile dire a chi è di svantaggio: agli abitanti di suddetti borghi, quartieri, città. Quale motivo potrebbero mai avere per volere la cementificazione del loro territorio, la distruzione della loro campagna, l'incremento incontrollato del traffico, il sovraffollamento dei servizi, la scomparsa del microcosmo di origine, in cui tutti avevano un ruolo e un'identità, la conseguente estirpazione delle RADICI relazionali e culturali, l'allontanamento dalla possibilità di incidere sulla realtà? Nessuno, semplicemente nessuno. E allora perchè i loro rappresentanti si battono in prima persona per promuovere queste azioni di pubblico dolo? Perchè è nel loro interesse. Perchè non rappresentano gli elettori, ma se stessi e chi li foraggia. Niente di più e niente di meno.
Il territorio è una nostra ricchezza, è la nostra storia e la nostra cultura, e vale ancor di più in quanto la sua perdita non è reversibile, ed è una perdita di SENSO. Non è infinito. Non stiamo ad ammirarcene inerti il PROGRESSIVO disfacimento.
Quando la democrazia fallisce in circoscrizione.
Caro Direttore,
le scrivo questa lettera nauseato da quanto accaduto la sera di martedì 17 maggio a Laghetto, durante l’assemblea pubblica della Circoscrizione 5 conclusasi alle ore 1.30 del mattino con il parere favorevole concesso dal Consiglio al Piano Particolareggiato 10.
Non voglio soffermarmi sulle caratteristiche penose di questo piano di sviluppo urbanistico, che consegnerà un’estesa area verde alla cementificazione senza alcuna valutazione ambientale ex ante e produrrà grossi problemi di mobilità in Via dei Laghi dovuti sia al sovradimensionamento del quartiere che all’infrastruttura stradale inadeguata. Premetto che tutti i residenti non si sarebbero certamente opposti così accoratamente ad uno sviluppo urbano armonioso capace di valorizzare il quartiere e tutta la città, mantenendo degli standard di qualità della vita ed ecologici elevati.
Desidero piuttosto denunciare in che modo drammatico sia fallita la democrazia, nel suo livello più prossimo al cittadino (la circoscrizione), sopraffatta dalle logiche di potere imposte dai partiti di maggioranza a consiglieri di circoscrizione codardi che preferiscono chinare il capo e obbedire agli ordini calati dall’alto piuttosto che rispettare la volontà di coloro che li hanno eletti.
Quella che si è consumata è stata una rappresentazione indecorosa di ipocrisia, organizzata dal presidente di circoscrizione Bonafede, che ha lasciato sfogare la cittadinanza rallegrandosi della partecipazione, sempre con aria beffarda, senza mai rispondere direttamente alle rimostranze sottolineate da una ventina di interventi contrari al piano, tutti accolti da scroscianti applausi, pervenendo al voto finale come se il parere di 300 abitanti non contasse nulla. La partecipazione dei tre assessori Cicero, Piazza e Zocca ha rispettato il canovaccio imposto dagli ordini di scuderia, ma i loro interventi non hanno saputo convincere nessuno, nemmeno della buona fede del progetto, che con l’evolversi della sua presentazione è sembrato sempre di più determinato da interessi economici di breve periodo legati ai terreni. Al contrario la loro presenza è sembrata quasi finalizzata a fungere da monito per i poveri consiglieri di maggioranza contro ogni azione che esulasse da ciò che palesemente era stato prestabilito. Onore quindi a quell’unico su 14 che ha avuto il coraggio di rispettare la missione politica per la quale era stato eletto: rappresentare il volere dei suoi vicini di casa. Agli altri auguro che sia stata loro promessa almeno una delle nuove case del PP10 o qualcos’altro che valga il rispetto dei loro elettori, che hanno perso. Perché questo è quello che è accaduto: ho ascoltato tutti quelli che avevo vicino sentirsi traditi da coloro che avevano votato e gridare la loro delusione, ho visto con i miei occhi un’intera aula magna gremita di cittadini alzarsi in piedi gridando “vergogna” mentre si consumava la votazione, addirittura il padre di un consigliere di maggioranza prendere la parola al presidente e, con voce strozzata, affermare tristemente di disconoscere quei politici che aveva davanti, tra cui suo figlio.
In questa atmosfera la trama è stata rispettata ancora una volta, gli interessi economici di pochi che prevalgono sulla volontà popolare. Con rammarico mi accorgo che è la stessa che avviene a Roma manovrata dai furbetti del quartierino: questa volta però il quartierino è quello di una città di provincia quale Vicenza e si chiama Laghetto. La morale per noi giovani immeritevolmente disaffezionati alla politica è che la politica si fa così, fin dai suoi teneri inizi: non ci resta che armarci di ipocrisia e candidarci in circoscrizione.
Stefano Balbi
Laghetto, Vicenza



1 Comments:
Non posso che sottoscrivere in pieno la delusione stupita di Stefano nel riscontrare i meccanismi beffardi e anti-democratici che soggiaciono alle decisioni sul bene comune.
Dobbiamo rimanere vigili e fare tutto quello che è (legalmente) in nostro potere!
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