Per cadere all'ingiù
Vincent ci invia queste righe, "Per cadere all'ingiù" appunto..
scrivo chiuso nella mia stanza
ma mente la mia mano,
e il mondo esterno mi offre
barlumi di vita.
inconsapevole un giorno
mi svegliai all’alba,
ero andato a dormire all’alba
e decisi di uscire
dopo molto tempo.
mia madre mi guardò schiva
non riusciva a capirmi
credo avesse paura.
al di fuori di lei, nessuno
riesco a vedere.
la nebbia per strada mi segue
e ho gli occhi chiusi, purtroppo
sui vostri pettegolezzi
vorrei esserne affascinato.
e mi prende lo sconforto
di vivere distante
dagli occhi di mia madre,
abituata alle immagini di colori
io che sono ancora in bianco e nero
mi vede noioso e relegato
in un passato più suo che mio
che oramai ha imparato ad odiare.
mentre l’alba si fa sera
non riesco ad aprirli questi occhi
la luce è l’oblio della vita,
le gente mi sfiora
non esistiamo l’uno per l’altro
ti guardo ma non ci sei, Angela, lo sai.
decido all’unanimità
che non voglio comprendere
e me ne resto in disparte
nel ciglio della realtà.
se tu mi sfiorassi
non rimarrei indifferente
e lo sai.
riuscirei a sopportare
tutto questo
oppure
cadrei a
all’ingiù,con te.
Vincent



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