Sunday, January 29, 2006

Per cadere all'ingiù

Vincent ci invia queste righe, "Per cadere all'ingiù" appunto..

scrivo chiuso nella mia stanza

ma mente la mia mano,

e il mondo esterno mi offre

barlumi di vita.

inconsapevole un giorno

mi svegliai all’alba,

ero andato a dormire all’alba

e decisi di uscire

dopo molto tempo.

mia madre mi guardò schiva

non riusciva a capirmi

credo avesse paura.

al di fuori di lei, nessuno

riesco a vedere.

la nebbia per strada mi segue

e ho gli occhi chiusi, purtroppo

sui vostri pettegolezzi

vorrei esserne affascinato.

e mi prende lo sconforto

di vivere distante

dagli occhi di mia madre,

abituata alle immagini di colori

io che sono ancora in bianco e nero

mi vede noioso e relegato

in un passato più suo che mio

che oramai ha imparato ad odiare.

mentre l’alba si fa sera

non riesco ad aprirli questi occhi

la luce è l’oblio della vita,

le gente mi sfiora

non esistiamo l’uno per l’altro

ti guardo ma non ci sei, Angela, lo sai.

decido all’unanimità

che non voglio comprendere

e me ne resto in disparte

nel ciglio della realtà.

se tu mi sfiorassi

non rimarrei indifferente

e lo sai.

riuscirei a sopportare

tutto questo

oppure

cadrei a

all’ingiù,con te.


Vincent


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